Poesia di Patrizia Cavalli

Cado e ricado, inciampo e cado, mi alzo
e poi ricado, le ricadute sono
la mia specialità. Cos’altro ho fatto
che fingere di uscire e ricadere dentro?
Nessuno mai che io trascini insieme a me
cadendo. Grandi equilibri mi circondano
ma non mi reggono, anzi proprio perché io cado
si sorreggono. Com’era bella la coppia
di vecchi innamorati che sottobraccio
volendo misurarsi per duplice entusiasmo
con la catena che chiude Ponte Sisto,
sicuri che quel restare insieme li avrebbe
sostenuti, caddero invece insieme
ancora sottobraccio, non umiliati
ma certo stupefatti di come quello stare
perfettamente in due li avesse sbilanciati,
e però grati comunque l’uno all’altro
di essere in due, che nessuno dei due
vedesse, l’uno salvo, cadere l’altro.

Patrizia Cavalli, da “Pigre divinità e pigra sorte”

Poesia di Patrizia Cavalli

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