Siamo uomini o caporali?

Siamo uomini o caporali

E’ QUI LA FESTA?

Prima di tutto faccia e testa: la prima deve essere tosta per presentarsi a una festa da sola, e la seconda deve essere sempre alta a dimostrazione che non ci si è pentiti di averlo fatto (anche se l’unico pensiero ossessivo mentre sorridi è: “ma chi me l’ha fatto fare?”). Fuori, loro, gli altri, per quanto ne sanno, puoi aver lasciato il marito a letto malato (allora sei egoista, perché non si abbandona il capezzale di un uomo che soffre per andare a divertirsi) oppure litigato con il fidanzato (superficiale, perché invece di soffermarti ad analizzare la relazione hai preferito andare a far baldoria), o ancora lasciato il compagno che ha preferito il tennis alla festa (sciocca, perché non sai condividere con il tuo “lui” i momenti di serenità e di svago). Ma la vera verità è che ti vedono semplicemente sola e si dividono in due categorie di pensiero: quelli che si chiedono perché (perché c’è sempre una ragione) e quelli che se ne fregano altamente perché hanno voglia di pensare ai fatti loro. E mentre tu sorseggi per darti un tono il beverone che sei riuscita a conquistare e ti guardi attorno fingendo di essere interessata a qualunque nulla ti si pari davanti, ti schieri con la fazione dei perché: perché sono venuta? Perché non ho guardato il film sotto il plaid a casa? Ma soprattutto ti chiedi: a che ora posso andarmene senza far sospettare che mi sono pentita di essere venuta? E questa è la domanda senza ritorno: per fortuna, così me ne vado subito.

VISTO DA LUI: non ho voglia di andarci da solo. Faccio un paio di telefonate e se trovo qualcuno che mi accompagna bene, se no do buca all’ultimo momento, tanto saranno metà di mille, uno più uno meno…

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4 thoughts on “Siamo uomini o caporali?

    • …situazione impensabile. Certo, bisogna essere belli incartati per organizzarsi una festa alla quale non si vuole partecipare…ed uscirne diventa complicato! A meno che non ci si trovi in una festa a sorpresa e lì…l’unico modo per salvarsi è sorprendere tutti a tua volta sparendo nel cappello magico.

      • A me é successo. La vita é piena di cose che fai per te, ma anzitutto per dovere. E perché “chissà poi cosa penserebbero gli altri se non la facessi”. E poi non vedi l’ora che finisca.

      • (Cara/o?) R Maub,
        mi piacerebbe conoscere la tua esperienza, se hai voglia di raccontarcela possiamo studiare
        la “soluzione mirata” per te! Nel frattempo devi aver vissuto momenti a dir poco imbarazzanti,
        ma c’è una regola che vale ora e per sempre…il dovere finisce dove termina anche il piacere: te la regalo per le vacanze!

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