Capodanno persiano a Milano

Capodanno persiano a Milano

CAPODANNO PERSIANO? PIATTO RICCO MI CI FICCO

Marzo 2013. Presentazione di geopolitica.  Il relatore dice di piantarla di perdersi in immagini  orientaleggianti, che gli iraniani sono “occidentali e basta”, e fa un accenno a certe feste molto fetish alla periferia di Teheran, “che hanno ispirato tutti gli altri”.

Sono andato a Lugano con carissima amica per festeggiare, appunto.

Un certo imbarazzo: sa tutto sui locali in e out a Milano ma non sapeva neanche che per loro è il capodanno che sarà pure persiano ma che è per l’anno islamico dall’ Egira 1392 (mi pare) del quale – pare – non aveva mai sentito neanche parlare. Era anche il capodanno circa 3752 zoroastriano, non tutti lo sanno, ma qualcuno sì e lo mette anche negli inviti.

Il capodanno arabo-islamico è in altra data, e non lo celebrano. Era già  da un po’ che stavo cercando di capire come girava la storia delle celebrazioni iraniane di capodanno a Milano, ed è finita che quest’anno ho fatto proprio il pieno, cene con studenti ed altri amici, Festa del Fuoco catartica una settimana prima dell’equinozio, ed

infine, proprio all’inizio della primavera astronomica, la festa per

il capodanno vero e proprio.

Alla festa, musica, cibo delizioso, vino, danze scatenate.

Per quasi ogni tipo di musica occidentale – dance, rap, hip-hop etc –

c’è l’equivalente iraniano, più stili esclusivamente persiani. Spesso

mani per aria, distanze minime e con qualche strofinamento. A un certo

punto (e per poco tempo) una specie di Waltz, che i persiani non

conoscono bene.  Mi sono trovato appaiato a una simpatica amazzone da

1.85 coi capelli rossi che non si riusciva in nessun modo a guidare.

Tutti bevono, nessuno ubriaco, il che anche a Milano è ormai

relativamente raro. Su almeno 600 pers. (persone persiane) uno solo è

stato male ma più che altro sembrava ipoglicemia.

Mare di studenti, manager, ingegneri e scienziati in campi avanzati,

contatti interessanti, gran consumo di biglietti da visita.

Corrisponde con statistiche internazionali che mettono l’Iran al

vertice dello sviluppo tecnico scientifico negli ultimi anni (pur se

da una base ben poco avanzata). Non hanno ancora armi nucleari, aerei

avanzati, missili serî, etc., ma qualcosa inventeranno, c’è da stare

attenti…

Gran belle ragazze, anche abbastanza aggressive. Veli zero, barbe

poche e spesso compensate da cravatte, minigonne quasi tutte (le

ragazze, invece uomini in minigonna nessuno, che a Milano è pure

quello relativamente raro). I giovani amici iraniani maschi mi

dicevano di darmi da fare, dato che c’erano molte single.

Come diaspora mi ricordano un po’ agli armeni, ma con meno identità

religiosa. Anche se prima della rivoluzione islamica mettevano in

galera e torturavano un sacco di religiosi, non era stata una

specifica repressione antireligiosa, come in URSS, che invece ha

rafforzato l’identità cristiana armena. Non sopportano esser confusi

con gli arabi (anzi, “arabo” è una espressione, diciamo,critica).

Ricordano volentieri che l’Islam era la religione degli invasori.

Impressionante la varietà etnica. L’Iran di oggi contiene ancora pezzi

dell’antico impero. Mi sembrava di riconoscere indo-europei

occidentali (forte maggioranza, pochi perfino rossi/biondicci e con

occhi azzurri) e semitici, turchi, uzbechi e forse beluchi o pashtun.

Gli amici confermano che ancora oggi l’aspetto indica abbastanza bene

la regione di provenienza.

Mi dicono anche che, al di là delle radici diversissime, anche loro

percepiscono una qualche vaga somiglianza udibile tra farsi e lingue

collegate – turco – armeno.  Come da noi si sente una vaga assonanza

tra italiano del nord – tedesco del sud – sloveno – croato – francese

del sud – occitano – catalano.

Da quelle parti ci sono tante combinazioni complesse. Gli azerbaijani

sono largamente indo-europei ma parlano turco.  I kurdi hanno qualche

elemento turco e e semitico ma parlano indo-europeo, e mi ricordano

gli antichi bavari.  I juhuro sono quasi-ebrei separatisi

pre-Babilonia come i samaritani, ma parlano iranico con tracce di

ebraico antico.

Mi immagino la sofferenza che c’è dietro a tutti questi rimescolamenti,

ma anche, rifletto, tante facce-tante razze-tanti single-un solo single…

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