Nove amiche da “OFF Solitude”

Nove amiche da "OFF Solitude"

Un’amica mi ha raccontato una storia e oggi ve la voglio proporre perché è una storia OFF Solitude, un percorso di vita, un’esperienza, e mi piace aggiungerla al mio “vaso”.

Una storia singolare – plurale.

“Non proprio quattro amici al bar ma nove donne sconosciute, unite da un unico comune denominatore, ma forse ancora non è a loro così chiaro, quel giorno dei primi di settembre di tre anni fa in cui si trovano a dover parlare di sé, vis à vis, due a due, l’una all’altra perfetta sconosciuta. Una seduta accanto all’altra e nessun altro sulla panca.

Non è facile parlare di sé e poi non pensavo di essere li per quello ma bisogna ingannare il tempo, c’è un’attesa.

Una porta separa nove donne sconosciute da una piazza sulla quale si affacciano una sguarnita edicola, un deserto ufficio postale, una casa bassa, all’esterno un lavatoio e sopra lo stenditoio per i panni ma senza i panni, nessun rumore proviene da dentro al bar o al supermercato eppure sappiamo, ne abbiamo la certezza, che qualcuno c’è, sono almeno in nove.

Oppure siamo troppo emozionate per sentire o, distratte da questo nuovo e inaspettato gioco.

Moviola indietro:

ma chi ero prima di varcare questa porta, di trovarmi qui?

Nella vita ho sempre avuto timore (terrore in realtà) di una certa fauna umana: le mamme!

Quelle che già la mattina in metrò, mentre tu cerchi di mandare a memoria tutte le uscite della collezione e contemporaneamente aggiungi voci alla To do List’  tua e della tua assistente cercando di trovar comodo il palo al quale sei appoggiata nel tentativo di rilassare il tuo corpo in tensione ancora dalla notte di lavoro, LORO ti parlano della LORO notte insonne causa incubo del secondo figlio che, mezz’ora prima della poppata del terzo, si è svegliato urlando interrompendo il sonno di tutti soprattutto del lattante che da quel momento non ne ha più voluto sapere di dormire…e il primo? No, il primo dorme sempre!!…Anche a scuola ma non lo ammetteranno mai!! E’ un angelo lui!

E la ‘cacca’?

Nei rari momenti in cui puoi decidere di uscire a cena e già assapori i racconti delle amiche, le loro avventure, e gli  appuntamenti sparsi nell’arco dell’anno strappati a tutto, ecco che arriva lei, la cacca perché diciamocelo o è troppa e molle o è poca e a piombini…quando c’è naturalmente!!

Per non parlare delle mamme col figlio genio che parlano solo di lui e delle meraviglie del suo cervellino…

Quando non hai figli le mamme ti sembrano dei marziani impazziti e anche la tua amica migliore perde la sua connotazione di DONNA.

O forse ero io che avevo rifiutato per anni questo ruolo e ora mi ritrovavo qui a raccontare di me ad una sconosciuta che mi parla di sé e di quel figlio che come il mio dovrebbe popolare la piazza al di là di quella porta.

Moviola avanti:

Da quel giorno son passati tre anni e le mamme son tornate donne.

Prima nove, poi quindici, trenta, alcune non sono le stesse dei primi giorni, di quel giorno.

Nella mia vita ne restano dieci.

Dieci che con il loro modo tutto personale di essere donne&mamme mi hanno regalato punti di vista differenti, aggiunto un grado all’ inarrivabile 360, affetto e discrete presenze nei momenti in cui la solitudine è stata inesorabilmente ON.

Dieci che mi hanno insegnato che si può conciliare donna e mamma e che oltre alla cacca e alla varicella ci possono essere pizze e chiacchiere senza figli, che esistono reti che solo le donne impegnate su più fronti in una giornata da 27 ore almeno, ma sempre presenti ai loro principi e sentimenti possono tessere;

che il tempo da condividere si trova se si vuole trovare e che una mezz’ora dedicata vale più di una giornata passata assieme.

Banale? Già sentito altrove?

Non son mai banali tre anni!

Abbiamo convissuto una malattia importante, ci siamo affidate i figli, donate il tempo di un lungo caffè, ci siamo commosse, dato affetto e consolate, sopperito a mancanze…costruito questi tre lunghi e brevi anni.

Dopo venticinque anni di lavoro intenso queste dieci donne mi hanno restituito il senso unico, quasi adolescenziale, dell’amicizia tra donne.

Ecco, questo è il regalo più grande e per me il senso di OFF Solitude, Simone.

E sai quante volte in questi tre anni la mattina mi sono infilata in pantaloni troppo larghi e lunghi, in camicie troppo scomode che ora mi sembrano anche un pelino appariscenti, ma quel pelino di troppo!! Messa tacchi troppo alti e truccata e poi struccata, scesa dai tacchi, indossato abiti più comodi perché io c’ero quando Franco diceva: ‘Se ti senti più felice con un vestito scomodo fai pure’.

Queste donne mi hanno donato il senso dell’equilibrio e della personalità…e lo chiameresti banale Simone?”.

E tutto è partito da nove comuni denominatori…storie di donne o un’altra magia di cui solo i bambini son capaci?

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