Il Viaggio più lungo di Ruggero Gabbai

Sami Modiano, single del giorno

Il Viaggio più lungo di Ruggero Gabbai

IL VIAGGIO PIÙ LUNGO
UNA STORIA CHE VIENE DAL LONTANO E FINISCE NEL NULLA

Questo documentario racconta lo sradicamento e la deportazione verso
Auschwitz-Birkenau della comunità ebraica di Rodi.  Nessuna comunità
fu trascinata all’annientamento  da tanto lontano. Pochi
sopravvissero.

Il film raccoglie le commosse e vivide testimonianze di tre dei
sopravvissuti – Stella Levi, Alberto Israel e Sami Modiano – raccolte
sull’isola, nei luoghi della loro gioventù brutalmente spezzata dalla
tragedia, trasmettendoci colori, odori, emozioni di una vita che non è
più.

A Rodi gli ebrei si stabilirono dopo la cacciata dalla Spagna nel 1492
e poco prima dell’annessione dell’isola all’impero ottomano e vi
vissero in sostanziale tranquillità a fianco delle comunità greca e
turca.

Nella guerra italo-turca del 1912 l’isola fu conquistata dall’Italia e
riaperta all’occidente. Gli ebrei di Rodi si identificarono
profondamente con l’Italia, divenendone cittadini a tutti gli effetti,
pienamente integrati fino all’imposizione delle leggi razziali
italiane nel 1938.  Come gli ebrei del resto del paese subirono da un
lato la crescente esclusione dalla vita sociale (espulsione dalle
scuole, esclusione dalla quasi totalità dei diritti civili e delle
libertà individuali), dall’altro una crescente campagna di angheríe e
di demonizzazione.

Nel settembre 1943 tutto il Dodecanneso italiano venne occupato dalle
armate tedesche.  Sotto l’occupazione, gli ebrei di Rodi vennero per
nove mesi lasciati vivere in una mortale illusione di sicurezza, in
vista delle coste turche non toccate dalla guerra.

In pochi giorni del luglio del 1944, prima con l’inganno di una
convocazione per controlli di identità,  poi sotto minaccia delle
armi, una comunità di oltre 1800 persone fu ammassata nei locali del
comando dell’Aviazione italiana, quindi imbarcata su tre navi da
carico.

Il 23 luglio 1944 fu l’ultimo giorno di quattro secoli di ininterrotta
presenza ebraica sull’isola.

Seguirono otto giorni di lenta e terribile navigazione fino al Pireo,
in stive fetide e soffocanti, tre giorni di spoliazioni, interrogatori
e bastonature nella prigione di Haidari, e ben 13 giorni di viaggio in
vagoni merci fino ad Auschwitz. Dopo una immediata selezione, lo
stesso giorno dell’arrivo oltre mille dei sopravvissuti al devastante
viaggo vennero uccisi nelle camere a gas.

Meno di 180 sopravvissero alla deportazione. Nessuno tornò a Rodi.

Sami Modiano si ricostruì una vita a Roma. Alberto Israel a Bruxelles,
e Stella Levi a New York.  Sami Modiano è uscito dal silenzio di una
vita nella quale i suoi ricordi erano repressi dal timore di non
essere creduto. Ora viaggia per partecipare alle presentazioni del
film, per  trasmettere la sua esperienza a quanti più sono disposti ad
ascoltarlo: “Sto vivendo i migliori anni della ma vita. Il mio scopo è
che le nuove generazioni vedano quello che ho visto io a tredici anni,
perché non accada mai più”.

Il viaggio più lungo è ricostruito in questo film, scritto da Marcello
Pezzetti (Museo della Shoah di Roma) e da Liliana Picciotto (Centro di
Documentazione Ebraica Contemporanea) e diretto da Ruggero Gabbai, già
responsabili del documentario “Memoria” (1997) che raccoglieva le
testimonianze di molti deportati italiani ad Auschwitz.

Filippo Cattaneo

Il Viaggio più lungo di Ruggero Gabbai

“Il Viaggio Più Lungo” 2013
https://www.facebook.com/FormaInternational

Fondazione CDEC
cdec.it/

Museo della Shoah di Roma
museodellashoah.it/

“Memoria” 1997

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