Dalla fronte al fronte, sempre guerra è

Paolo Rumiz, single del giorno

Rumiz1

 

 

 

 

 

Prima lo chiamavano “la fronte”. Poi venne D’Annunzio, che all’assalto con la baionetta non c’era andato mai, e lo ribattezzò “il fronte“.

E ora eccola lì quella cosa obbligata a esser maschio dai poetastri di retrovia e dai gerarchi del regime.

Mi arriva addosso tutto in una volta, in un dedalo di montarozzi spelacchiati, paludi e risorgive tra il castello di Duino e Monfalcone.

Sono sceso a piedi dall’Hermada, e il viaggio cambia subito scala, ma non nel senso che entra in qualcosa di incommensurabile.

Qui è l’esatto contrario: gli spazi si restringono.

Come avere Maratona, Cheronea e le Termopili concentrate in un sobborgo di Atene. Il paradigma dell’inconcepibile.

 

da “Appunti di viaggio” di Paolo Rumiz

 

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2 thoughts on “Dalla fronte al fronte, sempre guerra è

  1. Interessante! Proprio pochi mesi fa ho letto Trans Europa Express di Rumiz. Mi ha fatto ritornare indietro ai tempi in cui ero in Russia anche se con qualche avventura in meno rispetto a lui! Continuate così, cari Simone! 😉

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