Invito da me

Invito da me

Sembra facile. Ma è solo apparenza. La premessa è che non ho voglia di condividere una serata a casa mia con qualche amico, ma senza le solite amiche care. Cucino io. Preparo io. Faccio tutto io. La difficoltà vera è però chi invitare: le due coppie di amici fa tanto (ammettiamolo) amica sfortunata (il termine da usare, troppo volgare, renderebbe meglio l’idea). Così potrei dirlo al mio carissimo amico single, il quale si trasformerebbe immediatamente in nemico, essendo ogni sua cena l’unico potenziale momento per trovare chi lo possa promuovere alla categoria“uomo accoppiato”: dice che questo nuovo status gli si addice, anche solo per una notte… Così potrei dirlo anche a un’amica che ancora non conosce il mio amico carissimo. In questo caso, volente o nolente, mi trasformerei in sensale con, a seguire:

1) telefonata di tutti i commensali il giorno dopo per commenti, pettegolezzi, curiosità;

2) insulti da parte dell’amica (o dell’amico, a seconda di chi è rimasto più deluso dall’incontro);

3) richiesta di informazione da parte dell’amica (o dell’amico) invaghitosi dell’altro/a con miei impossibili tentativi di arrampicamento su specchi particolarmente scivolosi causa punto 2.

Così potrei invitare l’amica che è accidentalmente senza compagno, partner, fidanzato, amante, socio, metà della mela… -AIUTO come lo chiamano ora? – In questo caso è certo che la serata diventa un continuo “noi” anche se è da sola in modo da far risaltare crudelmente il mio “io” e farmi tacere quando siamo appena al primo piatto. Inutile pensare a un ex (sarebbe uno stillicidio di domande trabocchetto per capire se c’è la minima possibilità che si torni insieme), una sorella (“fa le cene con la famiglia perché non ha nessuno, poveretta”) un’amica che non vedo da tanto tempo (“sarà mica diventata omosessuale e non sa come dircelo…?”). Impossibile un nuovo amico (“sarà mica quello nuovo…?”) e figurarsi ad invitare qualcuno su cui ho davvero delle mire, vade retro! Così vado al mercato e organizzo una cena per tre: io, me e me stessa. E ci aggiungo pure una bottiglia di ottimo vino, così mi posso dire da sola: starò mica diventando un’ubriacona…?

 

VISTO DA LUI: avevo voglia di una cena con un po’ di gente. Chiamato Giorgio e organizza lui qualcosa nel ristorante vicino al suo ufficio, che è ottimo.

 

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