Storia di un Corpo di Daniel Pennac

STORIA DI UN CORPO

di Daniel Pennac

Tolti i panni del capro espiatorio Malaussène, Pennac veste quelli di un corpo: idiosincrasie, ipocondria, emozione in tutte  le sue diramazioni, dalla nascita alla morte, senza veli e tanta sostanza.

43 anni, 8 mesi, 26 giorni                                      Giovedì 6 luglio 1967

Come previsto, crisi di ansia. L’ansia si distingue dalla tristezza, dalla preoccupazione, dalla malinconia, dall’inquietudine, dalla paura, o dalla rabbia per il fatto di essere priva di oggetto. Un puro stato nervoso dalle conseguenze fisiche immediate: oppressione al petto, fiato corto, nervosismo goffaggine (rotta una tazza preparando la colazione), accessi di rabbia dei quli può fare le spese il primo venuto, imprecazioni soffocate che ti avvelenano il sangue, nessun desiderio e i pensieri corti come il fiato. Impossibile concentrarsi, dispersione assoluta, accenni di gesti, accenni di frasi, accenni di riflessioni, niente arriva fino in fondo, tutto rimbalza verso l’interno, l’ansia rimanda sempre al cuore dell’ansia. Non è colpa di nessuno – o di tutti, che poi è la stessa cosa. Scalpito dentro di me, accusando la terra intera di non essere che me. L’ansia è un male ontologico. Che cos’hai? Niente! Tutto! Sono solo come l’uomo!

49 anni, compleanno                                              martedì, 10 ottobre 1972

Come aveva preannunciato la psichiatra, sono passati tre mesi e mi sono abituato al mio acufene. La maggior parte delle nostre paure fisiche sono come i nostri miasmi: le dimentichiamo quando il vento è passato. Pascoliamo nel praticello del nostro trantran e ci immobilizziamo come cerbiatti senza via di scampo non appena il corpo parla. Quando l’allarme è passato, ce ne torniamo al pascolo con arie da predatori.

59 anni, 1 mese, 14 giorni                                     Mercoledì 24 novembre 1982

Del diletto di grattarsi. Non solo per l’impennata orgasmica che si conclude con l’apoteosi del sollievo, ma soprattutto per il piacere di trovare, con millimetrica precisione, il punto esatto dove si sente il prurito. Anche questo è “conoscersi”. Difficilissimo indicare con esattezza all’altro dove grattarti. In questo, l’altro delude sempre. Come spesso accade, non coglie il punto.

Perché leggerlo: per stare allo specchio e guardarsi dentro, per vedere che dietro le quinte c’è sempre l’amore, anche per se stessi.

Quando leggerlo: anche ora, anche un pezzetto ogni giorno, per accompagnarci, anche in bagno perché Pennac sarebbe il primo a comprenderne l’intrinseco siginificato.

Storia di un Corpo di Daniel Pennac

Storia di un Corpo di Daniel Pennac

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7 thoughts on “Storia di un Corpo di Daniel Pennac

    • Aspettiamo la tua recensione allora, e grazie del complimento: se se sono riuscita a spiegare il libro meglio di chi ci ha provato a Pordenonelegge, ho un nuovo futuro davanti a me! In realtà i complimenti vanno fatti al signor Pennac…

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