Gira la carta, lei non c’è più

Jayne Mansfield, 1957 protographed bu Allan Grant

Jayne Mansfield, 1957 protographed bu Allan Grant

Pausa.

Io dai miei vasi e loro da me. Coperchi per tutti.

Al mio tavolo, un caffè e una rivista per non pensare a nulla.

Un rito.

Le riviste femminili alle soglie dell’autunno sono ricche: cambia stagione, anticipi di stagione, le prossime sfilate, i look di quelle passate che dettano legge sui primi acquisti…un po’ di guerriglia sparsa…

E poi questa è fantastica: tre riviste al prezzo di una! La mia pausa si prospetta lunga, svagata e interessante.

Apro.

Dopo poche pagine qualcosa non funziona. Torno indietro, osservo con più attenzione ciò che l’occhio ha già visto e mi chiama a guardare.

Pausa finita. Del caffè ho bevuto il profumo. I vasi alle mie spalle borbottano.

Chi è la donna che trovo tra queste pagine, dove vive, cosa fa?

Perché dovrei immedesimarmi, aspirare ad essere come lei?

Maison francese, ambientazione asettica bianco “ice” e luminescenze al neon.

Potrebbe essere l’interno di una navicella spaziale, come quello di una clinica futurista al botox.

Donne manichino dalle pose innaturali, corpi inesistenti, cyber punk dalla carnagione priva di colore look total black ad eccezione del telaietto da ricamo rosa sul quale stanno ricamando. Lobotomizzate.

Dove vive questa donna, cosa fa? Se vive, se lavora, se ha dei sentimenti…

Proseguo.

Una Biancaneve, che definire moderna pare troppo, occhieggia dalla pagina, attende in piedi su una seduta in pietra in mezzo ad un parco lussureggiante.

Body in pizzo nero, improbabili collant neri 20 denari, decolleté non proprio fashion, posa più da ciociara mani sui fianchi che non da principessa smarrita nel bosco, capello lungo boccoloso – in posa pure lui – bocca carnosa rosso-amami-a-più-non-posso.

Immagine muffa stereotipi al massimo.

Più avanti, dopo aver fatto la piccola vedetta in body osé la ritroviamo sdraiata su scale in pietra nello stesso folto e lussureggiante parco…morta? Inciampata nel tacco o scivolata su una foglia? No, calmi, mica siamo sul set di CSI… la maison ha pagato fior di professionisti per partorire tutto ciò!

Una volta, avesse vissuto lei i fasti degli anni ’80, si sarebbe fatta ben pagare per assumere una posa così scomoda e innaturale, sullo scalino di pietra bocca rosso-amami-a-più-non-posso semi aperta, sguardo perso nel vuoto in reggiseno e slip verde smeraldo…giriamo sempre così no?

Caffè a metà ma non potrei dire di averlo gustato. Vado oltre, ho più di trecento pagine davanti a me e non sono neppure alla centesima…chissà che mi attende nella successiva!!

Stilista inglese.

La modella è bionda, pallida, anche la sua mano risulta essere molto chiara sul colore acceso della borsa che stringe a sé. Indossa un cappotto, i capelli sono pettinati all’indietro come se fossero bagnati.

E lo sono perché lo shooting è stato realizzato in una piscina dove lei è immersa, no, non sdraiata, è in piedi, ma siccome l’inquadratura è presa dall’alto lei sembra sdraiata, lo sguardo fisso.

Ovviamente ringraziamo la stylist per aver irreparabilmente massacrato un cappotto dal costo pari allo stipendio di un impiegato medio prima della “solidarietà” da crisi e aver vanificato il lavoro di una serie di persone che non sapendo che sarebbe finito a mollo hanno posto la medesima cura nel progettarlo e nel confezionarlo.

Ma soprattutto ringraziamo per l’immagine del femminile.

Altra immagine. Altra campagna stampa.

Cinque donne asiatiche in atteggiamento e tenuta da postribolo d’alto bordo, l’idea del dandy al femminile non passa. E qui la maison è italiana.

Donne dalle bocche corrette in foto shop che non basta un lipgloss per truccarle, pose innaturali, ambienti rarefatti dove sembra non circolare neppure l’aria.

Redazionali di immagini come di vecchie foto, interni ridondanti, corpi rigidi, sguardi rivolti all’infinito, visi senza espressioni, donne prive di emozioni.

Il caffè l’ho finito.

Più che una rivista ho sfogliato un catalogo di inanimati manichini.

Il messaggio è aberrante.

Forse è vero. Quando negli anni ’80 qualcuno delineò il mood della donna moderna, indipendente, viaggiatrice, femminile forse non aveva pensato che per quell’epoca sarebbe morta.

Imbambolata.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...