Amicizia è…un dritto, un rovescio, un accavallato semplice

Amicizia è…un dritto, un rovescio, un accavallato semplice

 

 

 

“Il cappottino dell’amicizia” è un albo al quale sono molto affezionata.

In primo luogo per il contenuto della narrazione: un bel messaggio sull’amicizia tra specie diverse, un bel lavoro per parlare di integrazione;

poi per i personaggi che qui non sono né un coniglio né un maiale né una mucca e…non ci sono lupi né cattivi né tonti bensì: una Pecora ed un’Upupa. Filo e Upu.

Ricordo di aver lavorato molto sulla parola “Upupa”, sulla sua pronuncia e ne sono scaturiti, fonemi molto buffi, avrei dovuto registrarli…alla fine il compromesso al quale si arrivava sempre dopo vari impicci era: la Pecora e l’Uccellino!

Comincia a far freddo, l’estate volge al termine e le giornate sono calde solo nelle ore centrali e per il resto umide e poco confortevoli, il prato freddo per buona parte del giorno.

Upu tra poco dovrà lasciare Filo; l’attende un lungo viaggio verso i caldi paesi del Sud dove trascorrerà l’inverno.

Filo quasi vive questa notizia come la fine della loro amicizia, non può sopportare l’idea di non vedere Upu per così tanto tempo: che ne sarà di loro, dei loro giochi, delle loro confidenze?

Upu deve partire perché non ha una folta pelliccia come Filo e certo non sopravvivrebbe all’inverno, a questo gli serve quel Paese caldo giù in quel Sud tanto lontano.

Ma tanta è la tristezza per questo annuncio che Filo cerca in tutti un modo tutto suo per far rimanere Upu ma senza per questo farle patire il freddo.

E cosa può una pecora contro l’inverno? La sua lana, semplice, gli umani se ne servono perché non può servire ad Upu!

Ed è così che Filo dalla sua pelliccia tira fuori un bel gomitolo di lana e lavorando alacremente comincia a sferruzzare un cappottino per Upu. Un cappottino dell’Amicizia. Quella con la A maiuscola.

Un dritto, un rovescio, un accavallato semplice, tre bottoncini in legno ricavati da un rametto e voilà…quel che succede appena Upu cerca di prendere il volo dopo aver indossato il cappottino di Filo sono prove esilaranti di volo…e non solo per Upu!

E poi perché noi di pomeriggi, di serate, di ore di autogestione a scuola, a lavorar a maglia chiacchierando mentre ci preparavamo reciproci cappelli, guanti, sciarpe e si anche cappotti, ne ricordo uno beige a un dritto un rovescio un dritto ed un rovescio ed al secondo ferro inverto un rovescio sul diritto ed un diritto sul rovescio…si! esatto il punto riso!

Eh, se ne abbiam passate di ore così…forse troppe?

Quelle domeniche dove il freddo, e magari acqua o neve, ti impedivano di stare all’esterno noi stavamo sui divani o sui letti dell’una o dell’altra casa a sferruzzare, occasione per confessioni, ricordi, racconti appassionati di amori o preoccupazioni che poi ad una certa età son la stessa cosa…L’occasione per fare una torta in attesa delle amiche dopo un pranzo in famiglia. E per un thè profumato comperato per l’occasione.

Quando gatti, cani e qualche sorella ed anche ogni tanto la mamma transitavano per il salotto, prenotato per le amiche, promessa tortura cinese a chi osasse disturbare la seduta, “tutto bene?”  “A che punto siete?” “Bel colore!” “Splendido punto!”  E tutte ad alzare il lavoro attente all’ausiliario già infilato per un giro di treccia, all’ultimo punto che se si allarga troppo lascia il buco, ad un “trentadue, trentatre…” sospeso a mezza voce; l’occhio implorante “presto! che se me lo dimentico devo ricominciar da capo…”.

La porta si richiude, le teste si richinano pochi secondi, un occhio al lavoro e le chiacchiere ricominciano.

I risultati a volte non erano dei migliori ad un occhio attento ma per noi sempre di grande soddisfazione, anche il pullover a tre maniche, perché ci fece ridere e ricordare per sempre l’argomento di discussione così appassionato da produrre tre maniche al posto di due e un davanti al posto di due!

E mentre le trecce si intrecciavano ed i punti si contavano i pezzi si assemblavano, la tela della nostra sempiterna amicizia si arricchiva di nuovi fili, di insperate trame.

E anche quando siamo partite per primavere o inverni della nostra vita quei pomeriggi, quelle sere, son rimaste e con loro i punti, la passione per un gomitolo morbido per colore e forma son rimasti.

Come le nostre chiacchiere, il copri-poltrona a trecce nel salotto di casa di Nike, i pullover a disegni naif…e noi ora sempre più spesso a un tavolo da pranzo.

E’ un vaso speciale quello che contiene parole come punti, punti come trame di vite intrecciate.

 

Il cappottino dell’amicizia

Di Ghazi Abdel-Qadir e Martina Madir

Ed.: Jaca Book

Euro: 12,50.-

Età di lettura: dai 4 anni.-

Il Kamasutra insegna l’amore

kamasutraGli amanti, single del giorno

Vatsyayana, Kamasutra (III sec. d.C.)

Esaminati i trattati precedenti

e seguite le loro prescrizioni,

con grande impegno, in modo conciso

è stato esposto questo Kamasutra.

Chi sa davvero le sue dottrine

intende la Legge sacra, l’Utile e l’Amore,

vede fiducia, conosce il mondo

e non agisce solo secondo la passione.

I modi strani per infiammare la passione

esposti in base agli argomenti del trattato

nelle sue stesse pagine, subito dopo

sono stati espressamente proibiti.

Quando non c’è un trattato

solo la pratica viene infatti contemplata:

occorre sapere che la teoria comprende tutto,

le applicazioni però riguardano una parte sola.

Vatsyayana ha scritto questo Kamasutra

secondo tutti i canoni,

dopo aver appreso e sottoposto a esame

il contenuto del saggio di Babhravya.

Quest’opera è stata redatta

in castità e concentrazione estrema

per servire alla vita quotidiana:

non è stata composta mirando solo alla passione.

Vince i sensi chi conosce appieno

il messaggio di questo trattato,

mentre serba alla Legge, all’Utile e all’Amore

la posizione che rivestono nel mondo.

Perciò il sapiente esperto in questo libro

che ha riguardo per la Legge e l’Utile

senza essere schiavo della passione cieca

ha successo se lo segue quando ama.

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Man and woman in bed at 10 pm by Charles Bukowski

Charles Bukowski (1920 – 1994), single del giorno

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I feel like a can of sardines she said
I feel like a bandate I said
I feel like a tuna fish sandwich she said
I feel like sliced tomato I said
I feel like it’s gonna rain she said
I feel like the clock has stopped I said
I feel like the door’s unlocked she said
I feel like an elephant is gonna walk in I said
I fell like we ought to pay the rent she said
I feel like we ought to get a job I said
I feel like you ought to get job she said

I don’t feel like working I said

I feel like you don’t care for me she said
I feel like we ought to make love I said
I feel like we’ve been making too much love she said
I feel like we ought to make more love I said
I feel like you ought to get a job she said
I feel you ought to get a job I said

I feel like a drink she said
I feel like a whiff of whisky I said
I feel like we’re going to end up on wine she said
I feel like you’re right I said
I feel like giving up she said
I feel like I need a bath I said
I feel like I need a bath too she said
I feel like you ought to bathe my back I said
I feel like you don’t love me she said
I feel like I do love you I said
I feel that thing in me she said
I feel that thing in you I said
I feel like I love you now she said
I feel like I love you more than you do me I said
I feel wonderful she said I feel like screaming
I feel like going on forever
I feel you can’t she said
I feel I said
I feel she said

Uomo e donna a letto alle 10 pomeridiane

Mi sento come una scatola di sardine, disse lei.
Mi sento come un cerotto, dissi io.
Mi sento come un panino al tonno, disse lei.
Mi sento come un pomodoro a fette, dissi io.
Mi sento come se stesse per piovere, disse lei.
Mi sento come se l’orologio s’è fermato, dissi io.
Mi sento come se la porta fosse aperta, disse lei.
Mi sento come se stesse per entrare un elefante, dissi io.
Mi sento che dovremmo pagare l’affitto, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.

Non me la sento di lavorare, dissi.

Mi sento che di me non te me ne importa, disse lei.
Mi sento che dovremmo far l’amore, dissi io.
Mi sento che l’amore l’abbiamo fatto fìn troppo, disse lei.
Mi sento che dovremmo farlo più spesso, dissi io.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, dissi io.
Mi sento una gran voglia di bere, disse lei.
Mi sento come una bottiglia di whisky, dissi io.
Mi sento che finiremo come due ubriaconi, disse lei.
Mi sento che hai ragione, dissi io.
Mi sento di mollare tutto, disse lei.
Mi sento che ho bisogno d’un bagno, dissi io.
Anch’io mi sento che hai bisogno d’un bagno, disse lei.
Mi sento che dovresti lavarmi la schiena, dissi io.
Mi sento che tu non mi ami, disse lei.
Mi sento che ti amo, dissi io.
Mi sento quel coso dentro adesso, disse lei.
Anch’io sento che adesso quel coso è dentro di te, dissi io.
Mi sento che adesso ti amo, disse lei.
Mi sento che ti amo più di te, dissi io.
Mi sento benone, disse lei, ho voglia di urlare.
Mi sento che non la smetterei più, dissi io.
Mi sento che ne saresti capace, disse lei.
Mi sento, dissi io.
Mi sento, disse lei.

Man and woman in bed at 10 pm by Charles Bukowski

Los Feliz Blvd, Los Angeles

Robert Capa, “La realtà di fronte”

Robert Capa (1913 – 1954), single del giorno

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“I hope to stay unemployed as a war photographer till the end of my life.”

Robert Capa, "La realtà di fronte"

Per approfondire:

ROBERT CAPA.
“LA REALTA DI FRONTE”

20 ottobre 2013 – 19 gennaio 2014

Villa Manin (Passariano di Codroipo)

Orari di apertura:

dal martedì al venerdì: 10-13 / 15-18
sabato, domenica e festivi: 10-19
chiuso lunedì
24 e 25 dicembre e 1° gennaio 2014: chiuso
31 dicembre: 10-13

The perfect day of René Magritte

René Magritte (1989 – 1967), single del giorno

The perfect day of René Magritte

 

 

 

 

The perfect day of René Magritte

RENÉ MAGRITTE
La Tentative de l’impossible [Attempting the Impossible], 1928
Oil on canvas

 

 

BONNE ANNIVERSAIRE, MONSIEUR MAGRITTE!

“La liberté c’est la possibilité d’etre et non l’obligation d’etre.”

“La grande force de defense c’est l’amour qui engagent les amants dans un monde enchanté fait exactement à leur mesure et qui est defendu admirablement par l’isolement.”

Pour aller plus en profondité:

Magritte Museum in Brussels