Buon Viaggio

tark   Andrej Tarkovskij (4.4.1932 – 29.12.1986) single del giorno

IL VIAGGIO

C’ è un solo viaggio possibile:

quello che facciamo nel nostro mondo interiore.

Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta.

Così come non credo che si viaggi per tornare.

L’ uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito,

perché nel frattempo,

lui stesso è cambiato.

Da sé stessi non si può sfuggire.

Tutto quello che siamo lo portiamo con noi.

Portiamo con noi la casa della nostra Anima,

come fa la tartaruga con la sua corazza.

In verità,

il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’ uomo un viaggio simbolico.

Ovunque vada è la propria Anima che sta cercando.

Per questo l’ uomo deve poter viaggiare.

viaggio

Eva dorme

 Framcesca mel  Francesca Melandri, single del giorno

EVA DORME

Di Francesca Melandri

Mondadori Editore

“Gli occhi troppo vicini di Nina erano impassibili quando raccontò a Gerda questa storia. Non commentò il comportamento di Frau Mayer, né quello della ragazza. Lasciò che Gerda si facesse un’opinione da sola.

E lei se la fece. Controllò il proprio libretto di lavoro. Scoprì così di aver vissuto gli ultimi anni della sua vita in un’eterna spensierata vacanza: sul libretto erano registrate solo una manciata di giornate lavorative all’anno. Capì anche che Frau Mayer sapeva viaggiare nel tempo e dal presente andava nel futuro a rubare la pensione di Gerda anziana.

Ladra!  Voleva urlarle.

Ma Gerda aveva due cose, non una di più: una figlia, un lavoro.

E Gerda conosceva già troppo bene il terrore di quando tutto è perduto.

Quindi: Gerda non disse niente.

“Ride di nuovo e riattacca. Poi di nuovo lo squillo di un cellulare. Questa volta è il mio. Lo tiro fuori dalla borsetta, guardo il display mentre continua a suonare: CARLO. Deve aver trovato il modo di sottrarsi per qualche minuto al pranzo di Pasqua con i famigliari. Lo lascio squillare. Sento gli occhi della signora di Messina che mi fissa incuriosita mentre certo si chiede a chi non sto rispondendo. E credo che stia anche correttamente indovinando: un uomo.  Poi finalmente gli squilli smettono, ripongo il cellulare nella borsetta.”

Quando leggerlo: durante un viaggio, in treno ma anche in aereo, con una meta davanti. E un posto a cui tornare.

Perché leggerlo: per riflettere sul perché e cosa si è lasciato dietro. Per approfondire la spinosa questione dell’Alto Adige.

copert eva

Beggar’s Guild

  roadkill2  Roadkill Ghost Choir, single of the day

Oh put it on, take it off real quick

on the bottom of the pile, I’m feelin sick.

You never cross my mind, not by baby night, no-

you keep me in the beggar’s guild.

So I sleep all day and I dream all night

with the bottle in my hand I take the devil’s side.

I smile real big just to keep it hid

oh, the truth about my lack of will.

So I run like hell from the city’s glow

I lose my name, I pass before the folks I used to know

If I go far away from the city grates

and the long reach of the government.

Oh all alone in a cold north sea,

in the blue sky above a plane flew over me.

The banner it pulled said “you are a fool,”

“did you really think you’d ever win?”

I’m taking off my dirty skin.

There is nothing to refute my sin.

I fear no one

I fear no one but you.

(Don’t … )

I lie only to tell the truth.

(No)

Oh the steep demands of the higher call

oh you (palm?) all the words so the cogs won’t stall.

I burned my clothes and I gut my soul

and pretend that I was never born (ah yeah).

Oh my oh my, look what you have done

Spit your head out on the floor like you’re the chosen one.

I give her my heart but she wanted no part

so I sold it to an antique store.

So I dug a hole four thousand miles down

To the center of the Earth where I will not be found.

Memories of the moon singing see you soon,

oh I was always partial to the sun.

I was picked up by two men of the law

They said we’re taking you downtown, forget about your call.

Hell’s no place for a wandering face

Go take it up with Beelzebub.

You laugh as you pull out the rug

I was never really much in love.

I fear no one

I fear no one but you.

(Don’t … )

I lie only to tell the truth.

(No)

Applausi per Italia anni dieci

sinigaglia   Serena Sinigaglia, single del giorno

Quasi duecento posti, quasi sold out ogni sera, per  due settimane. Italia anni dieci lo vanno a vedere in tanti, nonostante la crisi, nonostante si parli di crisi, nonostante sia una pièce teatrale, arte notoriamente in crisi

Eppure funziona. Sarà il testo intelligente di Edoardo Erba, o la regia calibrata di Serena Sinigaglia o la bravura degli attori – Mattia Fabris, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez Aspa, Beatrice Schiros, Chiara Stoppa, Sandra Zoccolano – sarà il mix di tutto ciò, ma è bene sottolineare che il sipario del teatro Ringhiera si alza davanti a un folto pubblico.

Italia anni dieci si presenta così: “In una società dove tutti i riferimenti stanno per saltare, dove le sicurezze del passato non esistono più e sul futuro si addensano nubi che nessuno ha il coraggio di scandagliare, le persone si muovono alla cieca, aggrappandosi a qualsiasi cosa che sembri una certezza per non affondare. Come in un film che gira al contrario, i segni s’invertono: non si lavora più per essere pagati, ma si paga per lavorare. E si balla sulla macerie invece di raccoglierle e provare a ricostruire.

Cinico, nevrotico, spietato, ma anche tenero e comico, Italia anni dieci porta lo spettatore nell’occhio del ciclone. E facendolo vorticare nel dramma, restituisce un’immagine caleidoscopica e indelebile della crisi che stiamo attraversando”.

E una chicca in più: Presentando il biglietto di Italia anni Dieci alla biglietteria del Teatro Out Off si potrà avere assistere a “Vera Vuz” con un biglietto al 50%.

Fino al 2 febbraio: andate a teatro gente, andate a teatro…

Con chi andare: con un/una collega di lavoro? Anche un amico va benissimo

Perché andare: perché ha successo, spesso è un motivo più che valido (non sempre, ma spesso)

Cosa guardi?

eyerman  J.R. Eyerman (9.10.1906-7.12.1985) single of the day

“We can never neatly separate what we see from what we know…in the hands of a great master the image become translucent. In teaching us to see the visible world afresh, he gives us the illusion of looking into the invisible realms of the mind…if we only knew how to use our eyes”. Ernst Gombrich, 1960

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Ma dove vai, bellezza in bicicletta…

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“Ma dove vai bellezza in bicicletta…”

Ce n’eravamo dimenticati dai tempi del boom economico quando l’Italia delle due ruote, dei capelli al vento e delle gonne gonfie, dei pantaloni fermati con la molletta, dei panni perché non finiscano svolazzando nella catena, passa alle 4 ruote. Gli orizzonti si ampliano e le città si riempiono.

Oggi in attesa del motore a idrogeno e forse un po’ più rispettosi dell’ambiente, abbiamo rispolverato la vecchia bicicletta e riassaporato il piacere dell’aria in pieno viso: sì, certo! anche se è quella cittadina.

Ci si sposta per la città ancora non perfettamente attrezzata con piste ciclabili e solo ciclabili, magari non parcheggiabili dall’irriducibile del-parcheggio-in-seconda-fila-tanto-mi-fermo-solo-un attimo-, su biciclette di ogni tipo: c’è chi l’affitta al bike-sharing, che ha letteralmente spopolato, tanto che si ha avuto bisogno di moltiplicare i punti di presa e consegna, perché insufficienti in pochi mesi, usatissimo anche dagli uomini d’affari per spostarsi dall’ufficio al luogo dell’appuntamento e poi, magari, a casa; e ne ho visto più d’uno avanzare con l’aria goduta di un bambino alla sua prima volta, o perplesso ed attento sul pavé assassino, cravatta al vento.

O chi si ostina a comperarla ai mercatini delle pulci perché lo ha sempre fatto e in-città-le-rubano, chi da Decathlon e chi ancora se la concede lussuosa, sulla base delle proprie esigenze e come in un video gioco se la personalizza, mica solo il colore sai? dal telaio alle ruote, passando per la catena che ha la sua importanza, manubrio e sella…ecco questa la personalizzerei anch’io!! Tutto in un click & “style your cycle”, e poi dopo l’uso quotidiano se la porta a casa e l’appende al gancio sul balcone.

Chi l’attrezza con cestini di ferro, vimini, in rete, e li apparecchia da dodici con fiori in tralcio o giardinetti in plastica, chi per metterci la spesa, chi il cane formato cestino preso apposta di quella misura lì così me lo porto ovunque.

Le bici delle mamme si riconoscono subito, grandi campanelli se non trombe, seggiolino dietro, e quelle più fortunate anche davanti, parabrezza, cavalletto, adesivi rifrangenti, specchietto retrovisore, catena e lucchetto, quelli che in tempi di guerra fredda erano vietatissimi, ma ora è quasi l’unico sistema per ritrovarla quando all’uscita dal lavoro si hanno 20 minuti esatti per raggiungere la scuola prima di un uno e poi dell’altro figlio, e raggiungere la palestra di karatè mentre i piccoli, alloggiati negli appositi seggiolini, mangiano la merenda della giornata, non mancando di riempire di briciole la schiena della mamma, quello dietro, e spalmare di cioccolata il parabrezza quello davanti mentre la green mom pedala risparmiando l’abbonamento  annuale della palestra. Almeno lei non parcheggia in seconda fila il SUV alle 8 del mattino, in curva, davanti all’ingresso di scuola…va bene, ok! a volte va contromano…

Alcune hanno adottato sistemi tipo il vecchio fornaio della Saiwa, lo ricordate? Ed invece del pane ci stipano i figli!!

C’è chi la usa come veicolo per il proprio lavoro come una nota società di trasporti che per le   piccole consegne in città, dal deposito scatena giovani bikers con mezzi superaccessoriati  muniti di attrezzatura per ogni evento atmosferico. O come chi su una rosa bicicletta consegna panini gourmand a domicilio: eco trasporto, eco il panino, tutto con materie prime tutte bio o a km 0, eco il packaging, eco la biker-imprenditrice!

O chi, su una bici di bambù, per una buona causa, ci attraversa l’Africa d in 75 giorni raggiunge Londra, tutto per raccogliere fondi destinati alla costruzione di una scuola in Zambia e assistere alla paraolimpiadi!

Ma l’idea che più mi ha entusiasmata è il nuovo servizio di bike sharing elettrico, un servizio di radiobici, un taxi a pedali con la doppia opzione della pedalata o della batteria in via sperimentale in città!

E per le passeggiate romantiche in campagna, per chi l’ha a portata di pedale o lungo i navigli, per noi irriducibili della città, un nuovo tandem, la “bicicletta degli abbracci”: Hugbike, che con il suo grande manubrio si guida da dietro abbracciando il passeggero che sta seduto davanti!

Pedalate gente,pedalate!

www.chiccycle.com

www.radiobici.it

www.tifamade.com

“La bicicletta di bambù” di Matteo Sametti, Ediciclo, 224 pagg. euro 16,50

Milanese, ti riconosci?

Simone

Ricevo da Fabio, e volentieri faccio post:

Il Milanese predominante, invisibile e silenzioso

  • Che non scappa da Milano ogni fine settimana, e non s’inventa una scusa se non è potuto scappare
  • Che si gode l’agosto in città
  • Che non si alza presto per andare per saldi, e non torna a casa con uno di  quei giacconi caldissimi e costosissimi, perfetti per chi abita in Alaska
  • Che non mette l’aperitivo al posto della cena
  • Che apprezza il sushi, ma poi torna a casa e si fa un panino con il salame
  • Che almeno una volta all’anno confronta i mq della propria abitazione con quelli delle case degli amici che non sono scappati  dal paese natio
  • Che non ha mai votato Lega e mai la voterà
  • Che parcheggia in seconda fila solo in caso di vera emergenza, solo per pochi minuti, lasciando sempre le 4 frecce accese
  • Cha fa la raccolta differenziata, ma non ci crede
  • Che non va in Chiesa, ma ci crede

milano-duomo-neve