La leggerezza perduta

the_castle_in_the_pyrenees_magritte   Leggerezza, single del giorno

 

 

 

 

Superfluo. Ma cosa voleva dire? I sudditi erano in gran parte persone semplici, che non avevano studiato né filosofia né economia né letteratura straniera. Così andarono a vedere sul vocabolario la parola superfluo e trovarono che significava “eccedente rispetto al bisogno”, “non strettamente necessario”. Boh.

“Inutile”. Ecco, sì, inutile era una parola che si capiva. Buttare via le cose di cui si può fare a meno, soprattutto se pesano.

E allora, chi buttò la macchina per grattarsi la schiena mentre si guarda la tv; chi buttò il frullatore per montarsi la testa; chi buttò le passeggiate a motore; chi buttò la bombola per gonfiarsi d’orgoglio; chi buttò il materasso con i sogni incorporati.

 

 

Qualcuno, preso dalla paura di precipitare senza ragionare, buttò perfino sogni e amori, pensieri e desideri: forse non lo sapevano che sono leggeri leggeri, e buttarli via non serve a niente. Perché quelle cose lì sono come i palloncini che, se ci leghi un messaggio, lo portano in alto, fino alla luna…

Per fortuna ci furono anche altri, più coraggiosi, che buttarono la rabbia e le arrabbiature, le parolone e le parolacce, i musi e i mugugni, le viole finte e le violenze, le sfide e le spade (tanto, lo abbiamo visto, non servivano a niente).

 

 

Certo i soldati ebbero il loro bel da fare, ad acchiappare tutte quelle cose coi retini. E poi le caricarono sui loro ronzini e le portarono di gran carriera, prima di sera, al Museo del Superfluo…

 

 

Il Museo del Superfluo vennero a visitarlo in tanti, anche da lontano, anche da fuori mano.

Fu un’avventura, quel giorno, e chi volle poté sapere quali sono le cose pesanti e quali sono le cose leggere.

 

 

Perché leggerlo: per scoprire e riflettere sul significato di concetti indispensabili, come “crescita sostenibile”, “crisi economica”, per giocare al gioco dell’“utile e superfluo” e non solo con i bambini.

 

Quando leggerlo: ad ogni cambio di armadio, ad ogni capriccio per un nuovo gioco, durante i saldi.

 

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La leggerezza perduta

Di Cristina Bellemo. Illustrato da Alicia Baladan

Ed.: Topipittori

Euro: 20,00.-

Età di lettura: da 5 a 99 anni

 

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