Ma dove vai, bellezza in bicicletta…

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“Ma dove vai bellezza in bicicletta…”

Ce n’eravamo dimenticati dai tempi del boom economico quando l’Italia delle due ruote, dei capelli al vento e delle gonne gonfie, dei pantaloni fermati con la molletta, dei panni perché non finiscano svolazzando nella catena, passa alle 4 ruote. Gli orizzonti si ampliano e le città si riempiono.

Oggi in attesa del motore a idrogeno e forse un po’ più rispettosi dell’ambiente, abbiamo rispolverato la vecchia bicicletta e riassaporato il piacere dell’aria in pieno viso: sì, certo! anche se è quella cittadina.

Ci si sposta per la città ancora non perfettamente attrezzata con piste ciclabili e solo ciclabili, magari non parcheggiabili dall’irriducibile del-parcheggio-in-seconda-fila-tanto-mi-fermo-solo-un attimo-, su biciclette di ogni tipo: c’è chi l’affitta al bike-sharing, che ha letteralmente spopolato, tanto che si ha avuto bisogno di moltiplicare i punti di presa e consegna, perché insufficienti in pochi mesi, usatissimo anche dagli uomini d’affari per spostarsi dall’ufficio al luogo dell’appuntamento e poi, magari, a casa; e ne ho visto più d’uno avanzare con l’aria goduta di un bambino alla sua prima volta, o perplesso ed attento sul pavé assassino, cravatta al vento.

O chi si ostina a comperarla ai mercatini delle pulci perché lo ha sempre fatto e in-città-le-rubano, chi da Decathlon e chi ancora se la concede lussuosa, sulla base delle proprie esigenze e come in un video gioco se la personalizza, mica solo il colore sai? dal telaio alle ruote, passando per la catena che ha la sua importanza, manubrio e sella…ecco questa la personalizzerei anch’io!! Tutto in un click & “style your cycle”, e poi dopo l’uso quotidiano se la porta a casa e l’appende al gancio sul balcone.

Chi l’attrezza con cestini di ferro, vimini, in rete, e li apparecchia da dodici con fiori in tralcio o giardinetti in plastica, chi per metterci la spesa, chi il cane formato cestino preso apposta di quella misura lì così me lo porto ovunque.

Le bici delle mamme si riconoscono subito, grandi campanelli se non trombe, seggiolino dietro, e quelle più fortunate anche davanti, parabrezza, cavalletto, adesivi rifrangenti, specchietto retrovisore, catena e lucchetto, quelli che in tempi di guerra fredda erano vietatissimi, ma ora è quasi l’unico sistema per ritrovarla quando all’uscita dal lavoro si hanno 20 minuti esatti per raggiungere la scuola prima di un uno e poi dell’altro figlio, e raggiungere la palestra di karatè mentre i piccoli, alloggiati negli appositi seggiolini, mangiano la merenda della giornata, non mancando di riempire di briciole la schiena della mamma, quello dietro, e spalmare di cioccolata il parabrezza quello davanti mentre la green mom pedala risparmiando l’abbonamento  annuale della palestra. Almeno lei non parcheggia in seconda fila il SUV alle 8 del mattino, in curva, davanti all’ingresso di scuola…va bene, ok! a volte va contromano…

Alcune hanno adottato sistemi tipo il vecchio fornaio della Saiwa, lo ricordate? Ed invece del pane ci stipano i figli!!

C’è chi la usa come veicolo per il proprio lavoro come una nota società di trasporti che per le   piccole consegne in città, dal deposito scatena giovani bikers con mezzi superaccessoriati  muniti di attrezzatura per ogni evento atmosferico. O come chi su una rosa bicicletta consegna panini gourmand a domicilio: eco trasporto, eco il panino, tutto con materie prime tutte bio o a km 0, eco il packaging, eco la biker-imprenditrice!

O chi, su una bici di bambù, per una buona causa, ci attraversa l’Africa d in 75 giorni raggiunge Londra, tutto per raccogliere fondi destinati alla costruzione di una scuola in Zambia e assistere alla paraolimpiadi!

Ma l’idea che più mi ha entusiasmata è il nuovo servizio di bike sharing elettrico, un servizio di radiobici, un taxi a pedali con la doppia opzione della pedalata o della batteria in via sperimentale in città!

E per le passeggiate romantiche in campagna, per chi l’ha a portata di pedale o lungo i navigli, per noi irriducibili della città, un nuovo tandem, la “bicicletta degli abbracci”: Hugbike, che con il suo grande manubrio si guida da dietro abbracciando il passeggero che sta seduto davanti!

Pedalate gente,pedalate!

www.chiccycle.com

www.radiobici.it

www.tifamade.com

“La bicicletta di bambù” di Matteo Sametti, Ediciclo, 224 pagg. euro 16,50

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