Pensando con gli occhi

247Silvio Soldini, 1.8.1957, Single of the Day

 

 

 

 

“Le cose lente sono le più belle. Bisogna saper aspettare” (da Pane e tulipani)

Buon compleanno Silvio, e grazie per farci pensare, da soli ma anche in due.

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Molière in Bicicletta

Fabrice  Fabrice Luchini, single del giorno

Ah, l’amicizia recitata attraverso le parole di Molière nel Misantropo…

Ah, l’amore visto con gli occhi del pessimismo, le relazioni studiate con la mentalità del sospetto, e se appena ci si lascia andare il tradimento è dietro l’angolo…

Il messaggio non è dei più ottimisti, ma la formula del film, così francese, così snob, così shabby-chic e così divertente ne fa una chicca cinematografica.

Se poi riesce a farti venir voglia di rileggere Molière, il successo è assicurato.

Con chi andare: il vostro più caro amico/la vostra più cara amica

Quando andare: stasera, domani, dopodomani…presto!

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Alceste

IL CAPITALE UMANO

Virzi

                                   

  Paolo Virzì, single del giorno

Fare i genitori? E’ la cosa tanto più naturale quanto difficile del mondo. Se poi ci aggiungi i soldi, l’amore, il tradimento, il lavoro, la passione, il tuo io, la relazione con l’altro che non è il tuo io…beh, scopri solo alla fine cosa conta veramente nella vita.

Paolo Virzì ne fa un film: intenso, appassionato, vero.

Il coro degli attori è intonato e molte voci spiccano e non sempre sai per chi parteggiare: figli o genitori? Ma in fondo è un gioco di squadra e l’importante è partecipare, fino alla fine.

Quando vederlo: esce oggi, meglio mettersi in fila.

Con chi vederlo: un parente va benissimo, ma se sei genitore l’ideale è fare una cosa con tutta la famiglia.

Perché vederlo: per comprendere che mal comune è mezzo gaudio, ma si può sopravviverne…?

 

CI DICI LA TUA PER FARLA NOSTRA?

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To dream you need a “Lunchbox”

      Ritesh batra Ritesh Batra, single of the day

If you liked “You’ve got mail”, you’ll love “Lunchbox”.

It will let you give permission to dream with no sense of guilty and it will let you understand that only dreams give hope, and transform wishes in reality.

Give yourself the treat of dreaming, with colors, atmosphere, and feelings made in India.

Travel with your mind, work with your imagination, it’s the best way to start your 2014.

When to go: as soon as you realize you don’t accept nightmares anymore

With whom to go; the best would be to be accompanied by the unknown…

locandina

Venere in pelliccia

PolanskiRoman Polanski, single del giorno

Venere in pelliccia

Un teatro, due attori, una sola scena. E un continuo ribaltamento delle parti.

Chi ama chi, chi è servo di chi, chi è ossessionato da chi, chi non vive senza chi. Vittima e carnefice, uomo e donna, scambiandosi emozioni e ruoli senza perdere ritmo, battuta, focus (Emmanuelle Seigner e Mathieu Amalric, b r a v i s s i m i).

Dopo Carnage, Roman fa un altro film senza respiri sulla relazione, usando il cervello e lasciando poco spazio all’immaginazione. Si esce dalla pièce sperando nel secondo tempo, anche se si sa perfettamente che lo spettacolo è finito.

Con chi andare: un’amica/un amico, ma senza i rispettivi partner…

Perché andare: perché Polanski val sempre il biglietto.

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Un castello in Italia di Valeria Bruni Tedeschi

Valeria Bruni Tedeschi, single del giorno

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Un castello in Italia di Valeria Bruni Tedeschi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UN CASTELLO IN ITALIA

Ci sono proprio tutti nel castello: la madre scema ed egocentrata, il

fratello malato di aids, la fidanzata annichilita, l'”ami” più giovane

e quindi immaturo, la famiglia di lui che la venera, il vecchio amico

caduto in disgrazia che fa il grillo parlante, il maggiordomo troppo

accudente, lei che è nevrotica e cerca di “fare spazio alla vita nella

mia vita”, il simbolo dell’albero malato che va abbattuto e, tra un

personaggio e l’altro, un  attacco all’ipocrisia della chiesa.

Manca l’anoressica, o la bulimica, ma per il resto il film di Valeria

Bruni Tedeschi dà spazio a tutte le voci di una società avvelenata di

cultura stereotipata, provinciale, cattolica, borghese e anche

inutile, composta dai nati tra il dopo guerra e gli anni ’80. E siamo

in un bel po’.

E’ un film che disturba e che non bussa prima di entrare, e che, per

fortuna, ti fa dire: “io non voglio essere così”.

 

Perché vederlo: perché non si può andare al cinema solo per farsi

quattro risate.

Con chi vederlo: con chiunque abbia poi voglia di rientrare a casa

senza troppo parlare.

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CI DICI LA TUA PER FARLA NOSTRA…?

The Zero Theorem di Terry Gilliam

Single del giorno, Terry Gilliam

The Zero Theorem di Terry Gilliam

 

 

 

 

 

 

The ZERO THEOREM

Il futuro ci sta uccidendo. Lo grida a gran voceTerry Gilliam nel suo ultimo film “The Zero Theorem”, con un Christoph Waltz perfetto nella parte di quello che ci crede e che non conosce altro e talmente concentrato nel suo sogno che quando gli si prospetta una realtà diversa – ma non per questo meno reale della sua realtà – inciampa, cade, si gira dall’altra parte, fa in modo di non guardare, la rifiuta, prima di vedere, scoprire e scegliere come un uomo.

Il futuro ci sta uccidendo è il messaggio di Gilliam e seppure lo dica forte e chiaro, preferisce colorare la scena in modo da renderci la pillola da inghiottire più allegra, più apparentemente appetitosa, persino più divertente da mangiare. E qui fa l’unico valore di valutazione: al pubblico alle volte è meglio far inghiottire la pillola con la forza, uno schiaffo, un bel pugno nello stomaco, oppure nasconderla dentro una pietanza appetitosa e indiscutibilmente attraente. Ma se il pubblico non sa di essere allo stadio terminale col cavolo che si mangia la pillola perché glielo dice Gillian.

Insomma, senza guardare in faccia nessuno The Zero Theorem usa i colori dell’effetto LSD per farci vedere dove stiamo andando a morire e siccome siamo convinti di non essere drogati noi quella “roba lì” non la prendiamo.

In una riga: sceneggiatura perfetta, grande film, in tutti i sensi Mister Gillian, ma molti di noi non sono ancora pronti per digerire quella pillolina…insista Signor Gillian, prima o poi ci arriveremo e se no, sarà il futuro che ci ammazzerà prima.

Da vedere: perché prima “vediamo” prima scegliamo.

Con: chiunque abbia voglia di ripensarci e ridiscuterne e parlarne dopo, e mangiare insieme le fette di salame che teniamo sugli occhi.

CI DICI LA TUA PER FARLA NOSTRA…?

The Zero Theorem di Terry Gilliam

Gravity di Alfonso Cuaròn

Sandra Bullock, single del giorno

Gravity di Alfonso Cuaròn

 

 

 

 

 

DON’T LET GO…GRAVITY

Non deve essere facile “tenere la scena” da soli per quasi due ore senza annoiare.

Non deve essere facile galleggiare nello spazio con i piedi poggiati per terra.

E ancora non deve essere facile rimanere ancorati alla realtà mentre si vola con l’immaginazione.

Il regista Alfonso Cuaròn – con l’aiuto di una strepitosa Sandra Bullock in gran forma, in ogni senso – ci riesce, con il giusto grado di levità ed equilibrio.

Certo, ogni tanto scappa da pensare: “Noooo, pure questa…”, ma poi avviene qualcos’altro e la mente corre col film.

Una domanda: ogni riferimento a “Cast away” è puramente casuale?

E per rimanere in tema, tra le stelle, George Clooney è di una simpatia spaziale.

In conclusione; filmone americano, fatto benissimo, che mostra l’altra faccia della terra.

Vederlo per:

– due ore di totale straniamento dal nostro mondo, letteralmente parlando.

– per capire il significato intrinseco del modo di dire “ce la posso fare”.

Con:

da soli è perfetto, ma se siete particolarmente sensibili con qualcuno che ha un braccio robusto da poter stringere.

English version

Is it easy to stay on stage for almost two hours without being boring?

Is it easy to float in the space with both feet on the earth?

More, is it easy being attached to reality whilst your head is flying?

The answer is YES for Alfonso Cuaròn – helped by a fantastic Sandra Bullock, a beauty in every sense -. He succeed in that with the right balance between light and mesure.

Well, to tell the true, sometimes it happens to think. “nooooo, you are just kidding me, not this, nooo”, but then the next scene brings you somewhere else, with the movie.

A question: any link to “Cast away” is just casuality?

Last but not least, among the stars George Clooney is the brightest.

Conclusions: big Hollywood movie,  beautiful product, which shows the other side of the earth.

Gravity di Alfonso Cuaròn

CI DICI LA TUA PER FARLA NOSTRA…?

Il Viaggio più lungo di Ruggero Gabbai

Sami Modiano, single del giorno

Il Viaggio più lungo di Ruggero Gabbai

IL VIAGGIO PIÙ LUNGO
UNA STORIA CHE VIENE DAL LONTANO E FINISCE NEL NULLA

Questo documentario racconta lo sradicamento e la deportazione verso
Auschwitz-Birkenau della comunità ebraica di Rodi.  Nessuna comunità
fu trascinata all’annientamento  da tanto lontano. Pochi
sopravvissero.

Il film raccoglie le commosse e vivide testimonianze di tre dei
sopravvissuti – Stella Levi, Alberto Israel e Sami Modiano – raccolte
sull’isola, nei luoghi della loro gioventù brutalmente spezzata dalla
tragedia, trasmettendoci colori, odori, emozioni di una vita che non è
più.

A Rodi gli ebrei si stabilirono dopo la cacciata dalla Spagna nel 1492
e poco prima dell’annessione dell’isola all’impero ottomano e vi
vissero in sostanziale tranquillità a fianco delle comunità greca e
turca.

Nella guerra italo-turca del 1912 l’isola fu conquistata dall’Italia e
riaperta all’occidente. Gli ebrei di Rodi si identificarono
profondamente con l’Italia, divenendone cittadini a tutti gli effetti,
pienamente integrati fino all’imposizione delle leggi razziali
italiane nel 1938.  Come gli ebrei del resto del paese subirono da un
lato la crescente esclusione dalla vita sociale (espulsione dalle
scuole, esclusione dalla quasi totalità dei diritti civili e delle
libertà individuali), dall’altro una crescente campagna di angheríe e
di demonizzazione.

Nel settembre 1943 tutto il Dodecanneso italiano venne occupato dalle
armate tedesche.  Sotto l’occupazione, gli ebrei di Rodi vennero per
nove mesi lasciati vivere in una mortale illusione di sicurezza, in
vista delle coste turche non toccate dalla guerra.

In pochi giorni del luglio del 1944, prima con l’inganno di una
convocazione per controlli di identità,  poi sotto minaccia delle
armi, una comunità di oltre 1800 persone fu ammassata nei locali del
comando dell’Aviazione italiana, quindi imbarcata su tre navi da
carico.

Il 23 luglio 1944 fu l’ultimo giorno di quattro secoli di ininterrotta
presenza ebraica sull’isola.

Seguirono otto giorni di lenta e terribile navigazione fino al Pireo,
in stive fetide e soffocanti, tre giorni di spoliazioni, interrogatori
e bastonature nella prigione di Haidari, e ben 13 giorni di viaggio in
vagoni merci fino ad Auschwitz. Dopo una immediata selezione, lo
stesso giorno dell’arrivo oltre mille dei sopravvissuti al devastante
viaggo vennero uccisi nelle camere a gas.

Meno di 180 sopravvissero alla deportazione. Nessuno tornò a Rodi.

Sami Modiano si ricostruì una vita a Roma. Alberto Israel a Bruxelles,
e Stella Levi a New York.  Sami Modiano è uscito dal silenzio di una
vita nella quale i suoi ricordi erano repressi dal timore di non
essere creduto. Ora viaggia per partecipare alle presentazioni del
film, per  trasmettere la sua esperienza a quanti più sono disposti ad
ascoltarlo: “Sto vivendo i migliori anni della ma vita. Il mio scopo è
che le nuove generazioni vedano quello che ho visto io a tredici anni,
perché non accada mai più”.

Il viaggio più lungo è ricostruito in questo film, scritto da Marcello
Pezzetti (Museo della Shoah di Roma) e da Liliana Picciotto (Centro di
Documentazione Ebraica Contemporanea) e diretto da Ruggero Gabbai, già
responsabili del documentario “Memoria” (1997) che raccoglieva le
testimonianze di molti deportati italiani ad Auschwitz.

Filippo Cattaneo

Il Viaggio più lungo di Ruggero Gabbai

“Il Viaggio Più Lungo” 2013
https://www.facebook.com/FormaInternational

Fondazione CDEC
cdec.it/

Museo della Shoah di Roma
museodellashoah.it/

“Memoria” 1997