Vero Sentimento

Storia-di-chi-fugge-e-di-chi-resta-570x300-1 Elena Ferrante, Single del giorno

 

 

“Non ero capace di affidarmi a sentimenti veri. Non sapevo farmi trascinare oltre i limiti. Non possedevo quella potenza emotiva che aveva spinto Lila a fare di tutto per godersi quella giornata e quella nottata. restavo indietro, in attesa. Lei invece si prendeva le cose, le voleva davvero se ne appassionava, giocava al tutto o niente e non temeva il disprezzo, lo scherno, gli sputi, le mazzate. Lei insomma s’era meritata Nino perché riteneva che amarlo significasse provare ad averlo, non sperare che lui la volesse.”

Da Storia del nuovo cognome – L’amica geniale, volume secondo – Edizoni e/o – pag 288

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Beautiful Winter

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Jean E. Pendziwol e Isabelle Arsenault, Singles of the Day

 

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Once upon a northern night
while you lay sleeping,
wrapped in a downy blanket,
I painted you a picture.

It started with one tiny flake,
perfect
and beautiful
and special,
just like you.
Then there were two,
and then three.

Soon
the night sky filled with
sparkling specks of white
crowding
and floating,
tumbling down to the welcoming ground
until the earth was
wrapped in a downy blanket,
just like you.

(by “Once upon a Northern Winter”)

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il prima e il dopo

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 José de Sousa Saramago (16 novembre 1922 – 18 giugno 2010), Single of the Day

 

 

 

(…), in fondo siamo come i bambini, inermi, ma la mamma è morta, non possiamo tornare da lei, al principio, a quel nulla che c’era prima del principio, è vero che il nulla esiste, è il prima, non è dopo morti che entriamo nel nulla, bensì è dal nulla che siamo venuti, è stato dal non essere che siamo cominciati, e quando saremo morti, saremo dispersi, senza coscienza, ma esistenti, Tutti abbiamo avuto padre e madre, ma siamo figli del caso e della necessità, qualsiasi cosa questa frase significhi, l’ha pensata Riccardo Reis, che la chiarisca lui.

(da L’anno della morte di Riccardo Reis).

Eva dorme

 Framcesca mel  Francesca Melandri, single del giorno

EVA DORME

Di Francesca Melandri

Mondadori Editore

“Gli occhi troppo vicini di Nina erano impassibili quando raccontò a Gerda questa storia. Non commentò il comportamento di Frau Mayer, né quello della ragazza. Lasciò che Gerda si facesse un’opinione da sola.

E lei se la fece. Controllò il proprio libretto di lavoro. Scoprì così di aver vissuto gli ultimi anni della sua vita in un’eterna spensierata vacanza: sul libretto erano registrate solo una manciata di giornate lavorative all’anno. Capì anche che Frau Mayer sapeva viaggiare nel tempo e dal presente andava nel futuro a rubare la pensione di Gerda anziana.

Ladra!  Voleva urlarle.

Ma Gerda aveva due cose, non una di più: una figlia, un lavoro.

E Gerda conosceva già troppo bene il terrore di quando tutto è perduto.

Quindi: Gerda non disse niente.

“Ride di nuovo e riattacca. Poi di nuovo lo squillo di un cellulare. Questa volta è il mio. Lo tiro fuori dalla borsetta, guardo il display mentre continua a suonare: CARLO. Deve aver trovato il modo di sottrarsi per qualche minuto al pranzo di Pasqua con i famigliari. Lo lascio squillare. Sento gli occhi della signora di Messina che mi fissa incuriosita mentre certo si chiede a chi non sto rispondendo. E credo che stia anche correttamente indovinando: un uomo.  Poi finalmente gli squilli smettono, ripongo il cellulare nella borsetta.”

Quando leggerlo: durante un viaggio, in treno ma anche in aereo, con una meta davanti. E un posto a cui tornare.

Perché leggerlo: per riflettere sul perché e cosa si è lasciato dietro. Per approfondire la spinosa questione dell’Alto Adige.

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La leggerezza perduta

the_castle_in_the_pyrenees_magritte   Leggerezza, single del giorno

 

 

 

 

Superfluo. Ma cosa voleva dire? I sudditi erano in gran parte persone semplici, che non avevano studiato né filosofia né economia né letteratura straniera. Così andarono a vedere sul vocabolario la parola superfluo e trovarono che significava “eccedente rispetto al bisogno”, “non strettamente necessario”. Boh.

“Inutile”. Ecco, sì, inutile era una parola che si capiva. Buttare via le cose di cui si può fare a meno, soprattutto se pesano.

E allora, chi buttò la macchina per grattarsi la schiena mentre si guarda la tv; chi buttò il frullatore per montarsi la testa; chi buttò le passeggiate a motore; chi buttò la bombola per gonfiarsi d’orgoglio; chi buttò il materasso con i sogni incorporati.

 

 

Qualcuno, preso dalla paura di precipitare senza ragionare, buttò perfino sogni e amori, pensieri e desideri: forse non lo sapevano che sono leggeri leggeri, e buttarli via non serve a niente. Perché quelle cose lì sono come i palloncini che, se ci leghi un messaggio, lo portano in alto, fino alla luna…

Per fortuna ci furono anche altri, più coraggiosi, che buttarono la rabbia e le arrabbiature, le parolone e le parolacce, i musi e i mugugni, le viole finte e le violenze, le sfide e le spade (tanto, lo abbiamo visto, non servivano a niente).

 

 

Certo i soldati ebbero il loro bel da fare, ad acchiappare tutte quelle cose coi retini. E poi le caricarono sui loro ronzini e le portarono di gran carriera, prima di sera, al Museo del Superfluo…

 

 

Il Museo del Superfluo vennero a visitarlo in tanti, anche da lontano, anche da fuori mano.

Fu un’avventura, quel giorno, e chi volle poté sapere quali sono le cose pesanti e quali sono le cose leggere.

 

 

Perché leggerlo: per scoprire e riflettere sul significato di concetti indispensabili, come “crescita sostenibile”, “crisi economica”, per giocare al gioco dell’“utile e superfluo” e non solo con i bambini.

 

Quando leggerlo: ad ogni cambio di armadio, ad ogni capriccio per un nuovo gioco, durante i saldi.

 

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La leggerezza perduta

Di Cristina Bellemo. Illustrato da Alicia Baladan

Ed.: Topipittori

Euro: 20,00.-

Età di lettura: da 5 a 99 anni

 

Gli sdraiati

Unknown-1  Michele Serra, single del giorno 

 

Il mix giusto per mostrare ironia, affetto, malinconia nel raccontare che essere genitore è un work in progress, infinitoooooooooooo…

“Andremo a finire, andrete a finire davanti a uno specchio, ognuno guardando se stesso fisso negli occhi: non è tanto questione di uomini che amano gli uomini (penso agli sciatori dei piani superiori), quello è appena un dettaglio, una variante davvero minima, perché si tratta comunque di amare un altro. Qui si sta parlando invece, di amare e venerare e contemplare senza requie solamente se stessi. E se si discute ancora tanto di Narciso, parecchio tempo dopo lo sciagurato incidente, non è certamente perché, amando se stesso, amava un altro uomo; è perché amare solo se stesso gli impediva di amare un altro; ”

“Che poi è la gloria della giovinezza: perché invecchiare è soprattutto il progressivo spegnersi del movimento. Tutto il resto si sopporta. vederci poco, sentirci poco,  avere tra le gambe una foglia secca e non più un ramo pieno di linfa…Ma muoversi per il mondo come se fosse tuo, quello ti manca come l’aria, come il respiro. Ti manca come te stesso…”

Perché leggerlo: perché sei genitore, perché non lo sei, per guardare il mondo anche in orizzontale.

Quando leggerlo: quanto ti chiedi perché con tuo figlio/a  non c’è dialogo.

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Il Kamasutra insegna l’amore

kamasutraGli amanti, single del giorno

Vatsyayana, Kamasutra (III sec. d.C.)

Esaminati i trattati precedenti

e seguite le loro prescrizioni,

con grande impegno, in modo conciso

è stato esposto questo Kamasutra.

Chi sa davvero le sue dottrine

intende la Legge sacra, l’Utile e l’Amore,

vede fiducia, conosce il mondo

e non agisce solo secondo la passione.

I modi strani per infiammare la passione

esposti in base agli argomenti del trattato

nelle sue stesse pagine, subito dopo

sono stati espressamente proibiti.

Quando non c’è un trattato

solo la pratica viene infatti contemplata:

occorre sapere che la teoria comprende tutto,

le applicazioni però riguardano una parte sola.

Vatsyayana ha scritto questo Kamasutra

secondo tutti i canoni,

dopo aver appreso e sottoposto a esame

il contenuto del saggio di Babhravya.

Quest’opera è stata redatta

in castità e concentrazione estrema

per servire alla vita quotidiana:

non è stata composta mirando solo alla passione.

Vince i sensi chi conosce appieno

il messaggio di questo trattato,

mentre serba alla Legge, all’Utile e all’Amore

la posizione che rivestono nel mondo.

Perciò il sapiente esperto in questo libro

che ha riguardo per la Legge e l’Utile

senza essere schiavo della passione cieca

ha successo se lo segue quando ama.

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Persuasion by Jane Austen

Jane Austen (1775 – 1817), single del giorno

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She now felt a great inclination to go to the outer door; she wanted to see if it rained. Why was she to suspect her self of another motive? Captain Wentworth must be out of sight. She left her seat, she would go; one half of her should not be always so much wiser than the other half, or always suspecting the other of being worse than it was. She would see if it rained. She was sent back however, in a moment by the entrance of Captain Wentworth himself, among a party of gentlemen and ladies, evidently his acquaintance, and whom he must have joined a little below Milsom Street. He was more obviously struck and confused by the sight of her than she had ever observed before; he looked quite red. For the first time, since their renewed acquaintances, he felt that she was betraying the least sensibility of the two. She had the advantage of him in the preparation of the last few moments. All the overpowering, blinding, bewildering first effects of strong surprize were over with her. Still, however, she had enough to feel! It was agitation, pain, pleasure, a something between delight and misery.

‘Oh! cried Annc eagerly,’ I hope I do justice to all that is felt by you, and by those who rcsemble you. God forbid that I should undervalue the warm and faithful feelings of any of my fellow-creatures! I should deserve utter contempt if I dared to suppose that true attachment and constancy were known only by woman. No, I believe you capable of very thing great and good in your married lives. I believe you equal to every important exertion, and to every domestic  for bearance, so long as – if I may be allowed the expression- so long as you have an object. I mean while the woman you love lives, and lives for you. All the privilege I claim for my own sex (it is not a very enviable  one; you need not covet it) is that of loving longest, when existence or when hope is gone.’ She could not immediately have uttered an other sentence; her heart was too full, her breath too much oppressed.

When reading it: today, tomorrow, the day after tomorrow…

Why reading it: it has been written by Jane Austen, what do you need to know more?

Persuasion by Jane Austen

Cronaca del non-senso

Thomas Bernhard, single del giorno

Cronaca del non-senso

“L’imitatore di voci” di Thomas Bernhard

Adelphi Edizioni, 1987

Spezzoni di cronaca che durano al massimo una pagina, arrivano al paradosso, passando per il macabro, il grottesco, l’ironico o l’assurdo. Il tutto condito da un pessimismo senza neppure una manciata di speranza.

Ed è proprio il fascino della disperazione che incanta il lettore.

D’altronde se Thomas Bernhard dichiara cose tipo questa: “La cosiddetta convivenza ideale è una menzogna e poiché la cosiddetta convivenza ideale non esiste, nessuno ha il diritto di pretenderla; contrarre un matrimonio, come stringere un’amicizia, vuol dire decidere di sopportare in piena consapevolezza una situazione di doppia disperazione e di doppio esilio, vuol dire passare dall’antinferno della solitudine all’inferno della vita in comune;

…Allora si può anche comprendere e apprezzare questo testo.

Qui sotto un esempio di notizia tra le oltre cento pubblicate:

L’errore di Moosprugger

Il professor Moosprugger disse di essere andato alla stazione Ovest a prendere un suo collega che conosceva soltanto per corrispondenza e non di persona. E disse che in effetti si era aspettato una persona diversa da quella che effettivamente era arrivata alla Stazione Ovest. Quando ebbi fatto notare a Moospruger che sempre la persona che arriva è diversa da quella noi ci aspettavamo, egli si alzò e andò via col preciso intento di troncare e ripudiare tutti i contatti che aveva allacciato in vita sua.

Quando leggerlo: se la testa è in fiamme e volete solo rifugiarvi nel paradosso della vita.

Perché leggerlo: se avete voglia di essere un po’ detective e rintracciare l’ironia che fa sempre capolino dietro la disperazione.

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Un’eredità di Avorio e Ambra, di Edmund De Waal

Un’eredità di Avorio e Ambra, di Edmund De Waal

Edmund De Waal, single del giorno

 

 

 

 

 

Un’eredità di Avorio e Ambra, di Edmund De Waal

Bollati Boringhieri, 2012

The Hare with Amber Eyes (a hidden inheritance)

Edmund De Waal ti porta in viaggio con sé: attraverso la storia (dal 1800 fino ai giorni nostri) la geografia (dal Giappone, all’America, passando per la Russia, l’Austria, la Francia…), i sentimenti (l’amore, la guerra, il razzismo), i valori (la famiglia, gli oggetti, le eredità). Si viaggia con Edmund De Waal a cavallo di miniature giapponesi, i netsuke: eredità di una civiltà antica, di una cultura sofisticata, di un amore per l’accuratezza che trova i confini all’interno del palmo di una sola mano.

“The longer Emmy lives with the netsuke and sees her children playing with them, the more she realises that they are too intimate a gift to have on display. Her closest friend, Marianne Gutmann, has a few of these netsuke – eleven, to be exact – but only in her country house. They have laughed about them together. But how could you explain the sheer number of these unconventional and rather overwhelming foreign carvings to the ladies from the Israelitische Kultusgeimende committee, the IKG – all wearing a small dark ribbon on their dress – who gather to help Galician girls from the shtetls get honest jobs. It would be impossible.”

“The netsuke share their imagery with the Japanese scrolls and gilded screens across the room. They have something to talk with in this room,, unlike Charles’s Moreaus and Renoirs, or Emmy’s silver and glass scent bottles on her dressing table. They have always been objects to be picked up and handled – now they become part of  another world of handled objects.”

 

To read to: learn that collectionism is not just an obsession, but a life path; find an unpath road.

 When reading it: when you feel like to link your rope with your past.

 

Perché leggerlo: per imparare che collezionismo non è solo ossessione, ma un percorso di vita; per trovare una strada ancora non battuta.

Quando leggerlo: quando si ha voglia di riannodare i fili con il proprio passato.

Un’eredità di Avorio e Ambra, di Edmund De WaalUn’eredità di Avorio e Ambra, di Edmund De WaalUn’eredità di Avorio e Ambra, di Edmund De Waal