Abate, l’arte davanti – e dietro – l’obiettivo

Claudio Abate, 2.8.1943 – 2.8.2017, Single of the Day

 

 

 

 

“Il mio sogno è di fotografare il sole nella sua traiettoria, dall’alba al tramonto. Purtroppo non riesco a svegliarmi presto”.

Grazie Mr. Abate per tutti gli altri suoi click.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Hair in the air

Spend 6 minutes to think what we are going through

 

We starve, look at one another, short of breath
Walking proudly in our winter coats
Wearing smells from laboratories
Facing a dying nation of moving paper fantasy
Listening for the new told lies
With supreme visions of lonely tunes
Somewhere, inside something there is a rush of
Greatness, who knows what stands in front of
Our lives, I fashion my future on films in space
Silence tells me secretly
Everything
Everything
Manchester, England, England
Manchester, England, England
Across the Atlantic Sea
And I’m a genius, genius
I believe in God
And I believe that God believes in Claude
That’s me, that’s me, that’s me
We starve, look at one another, short of breath
Walking proudly in our winter coats
Wearing smells from laboratories
Facing a dying nation of moving paper fantasy
Listening for the new told lies
With supreme visions of lonely tunes
Singing our space songs on a spider web sitar
Life is around you and in you
Answer for Timothy Leary, dearie
Let the sunshine, let the sunshine in
The sunshine in
Let the sunshine, let the sunshine in
The sunshine in
Let the sunshine, let the sunshine in
The sunshine in
Let the sunshine, let the sunshine in
The sunshine in
Let the sunshine, let the sunshine in
The sunshine in
Let the sunshine, let the sunshine in
The sunshine in
Let the sunshine, let the sunshine in
The sunshine in
Let the sunshine, let the sunshine in
The sunshine in
Let the sunshine, let the sunshine in
The sunshine in

Read more: Hair – Let The Sunshine In Lyrics | MetroLyrics

Venere in pelliccia

PolanskiRoman Polanski, single del giorno

Venere in pelliccia

Un teatro, due attori, una sola scena. E un continuo ribaltamento delle parti.

Chi ama chi, chi è servo di chi, chi è ossessionato da chi, chi non vive senza chi. Vittima e carnefice, uomo e donna, scambiandosi emozioni e ruoli senza perdere ritmo, battuta, focus (Emmanuelle Seigner e Mathieu Amalric, b r a v i s s i m i).

Dopo Carnage, Roman fa un altro film senza respiri sulla relazione, usando il cervello e lasciando poco spazio all’immaginazione. Si esce dalla pièce sperando nel secondo tempo, anche se si sa perfettamente che lo spettacolo è finito.

Con chi andare: un’amica/un amico, ma senza i rispettivi partner…

Perché andare: perché Polanski val sempre il biglietto.

vener2CI DICI LA TUA PER FARLA NOSTRA?

 

Quando meno te lo aspetti (Au bout du conte)

Single del giorno, Agnes Jaoui

Quando meno te lo aspetti (Au bout du conte)

 

 

 

 

 

QUANDO MENO TE LO ASPETTI

La coppia francese Agnes Jaoui/Jean Pierre Bacri rimane sagace anche
in questa commedia dove però la malinconia prende un ruolo importante
e lascia un po’ in ombra il sarcasmo e l’ironia che diventano semplici
comprimari.
C’era una volta…Una storia, giocata sulle favole e sulla finzione
teatrale, che mostra amori e inganni per discutere quanto la vita si
basi su verità, superstizione, fantasia e quanto – e come –  le tre
cose si debbano combinare per vivere bene, o meglio, o almeno
illudersi di essere felici.
Il tutto in un mix di relazioni tra chi vuol vivere da solo e si
ritrova in casa compagna con prole, chi sogna il grande amore ma
sbaglia strada, chi si sente totalmente inadeguato e poi riesce in
tutto con la leggerezza, chi è cieco davanti al puro amore ma apre gli
occhi in tempo. E vissero felici e contenti…con qualche problemino
da risolvere.
Un coro di voci intonato sulla ricerca della felicità, da soli o in
compagnia, ma sempre con un velo di sano cinismo per coprirsi le
spalle.

Con chi andare:
il tuo/la tua ex (per trovare conferme)
i tuoi genitori (per fare domande)
il tuo amante (per avere risposte)

Quando meno te lo aspetti (Au bout du conte)

CI DICI LA TUA PER FARLA NOSTRA…?

La grande bellezza secondo Sorrentino e Servillo

LA GRANDE BELLEZZA

Emulare Fellini non è impresa da tutti. Sorrentino non tenta di copiarlo ma prende ispirazione proponendo il meglio della regia (l’incontro con Madame Ardant è un piccolo sogno), fotografia(Luca Bigazzi ha dato a Roma quel che è di Roma), recitazione (non gara di bravura, ma grande dimostrazione di come si può lavorare bene insieme).
Sorrentino ci spalma su una fetta di Roma – di una bellezza struggente – il burro della sua teoria dove sacro e profano coesistono, vita e morte sono indissolubili e il nodo che lega il tutto sta nel ping pong tra relazione con l’altro e solitudine.
Toni Servillo accompagna la storia di Jap Gambardella con una grazia e una maestria indiscutibili, circondato da un parterre di attori che non hanno nulla da invidiare a Hollywood.
La sceneggiatura sarebbe da tenere sul comodino e ripassarla ogni sera prima della buonanotte (due fra tante: “La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto 65 anni è che non posso perdere tempo a fare cose che non mi va di fare”; e: “Tu sai far sparire la giraffa? E allora posso chiederti di far sparire anche me?” “Ma Jep, ti pare che se sapessi davvero far sparire qualcuno sarei ancora qui alla mia età a fare ‘sto circo?”
Non sarò certo l’unica ad usare questo gioco di parole ma “La grande bellezza” è una grande bellezza.

Con chi vederlo:
con gli ex amici di scuola,
con chi ancora si chiede: “Roma, cos’avrà mai di speciale…?”,
con qualcuno con cui si cercava da tempo una scusa per discutere.

La grande bellezza secondo Sorrentino e Servillo

CI DICI LA TUA PER FARLA NOSTRA…?