Siamo uomini o caporali?

Siamo uomini o caporali

E’ QUI LA FESTA?

Prima di tutto faccia e testa: la prima deve essere tosta per presentarsi a una festa da sola, e la seconda deve essere sempre alta a dimostrazione che non ci si è pentiti di averlo fatto (anche se l’unico pensiero ossessivo mentre sorridi è: “ma chi me l’ha fatto fare?”). Fuori, loro, gli altri, per quanto ne sanno, puoi aver lasciato il marito a letto malato (allora sei egoista, perché non si abbandona il capezzale di un uomo che soffre per andare a divertirsi) oppure litigato con il fidanzato (superficiale, perché invece di soffermarti ad analizzare la relazione hai preferito andare a far baldoria), o ancora lasciato il compagno che ha preferito il tennis alla festa (sciocca, perché non sai condividere con il tuo “lui” i momenti di serenità e di svago). Ma la vera verità è che ti vedono semplicemente sola e si dividono in due categorie di pensiero: quelli che si chiedono perché (perché c’è sempre una ragione) e quelli che se ne fregano altamente perché hanno voglia di pensare ai fatti loro. E mentre tu sorseggi per darti un tono il beverone che sei riuscita a conquistare e ti guardi attorno fingendo di essere interessata a qualunque nulla ti si pari davanti, ti schieri con la fazione dei perché: perché sono venuta? Perché non ho guardato il film sotto il plaid a casa? Ma soprattutto ti chiedi: a che ora posso andarmene senza far sospettare che mi sono pentita di essere venuta? E questa è la domanda senza ritorno: per fortuna, così me ne vado subito.

VISTO DA LUI: non ho voglia di andarci da solo. Faccio un paio di telefonate e se trovo qualcuno che mi accompagna bene, se no do buca all’ultimo momento, tanto saranno metà di mille, uno più uno meno…