Liberté

paul-eluard Paul Eluard (14 dicembre 1895 – 26 novembre 1952), Single of the Day

 

 

Liberté
Sur mes cahiers d’écolier
Sur mon pupitre et les arbres
Sur le sable sur la neige
J’écris ton nom

Sur toutes les pages lues
Sur toutes les pages blanches
Pierre sang papier ou cendre
J’écris ton nom

Sur les images dorées
Sur les armes des guerriers
Sur la couronne des rois
J’écris ton nom

Sur la jungle et le désert
Sur les nids sur les genêts
Sur l’écho de mon enfance
J’écris ton nom

Sur les merveilles des nuits
Sur le pain blanc des journées
Sur les saisons fiancées
J’écris ton nom

Sur tous mes chiffons d’azur
Sur l’étang soleil moisi
Sur le lac lune vivante
J’écris ton nom

Sur les champs sur l’horizon
Sur les ailes des oiseaux
Et sur le moulin des ombres
J’écris ton nom

Sur chaque bouffée d’aurore
Sur la mer sur les bateaux
Sur la montagne démente
J’écris ton nom

Sur la mousse des nuages
Sur les sueurs de l’orage
Sur la pluie épaisse et fade
J’écris ton nom

Sur les formes scintillantes
Sur les cloches des couleurs
Sur la vérité physique
J’écris ton nom

Sur les sentiers éveillés
Sur les routes déployées
Sur les places qui débordent
J’écris ton nom

Sur la lampe qui s’allume
Sur la lampe qui s’éteint
Sur mes maisons réunies
J’écris ton nom

Sur le fruit coupé en deux
Du miroir et de ma chambre
Sur mon lit coquille vide
J’écris ton nom

Sur mon chien gourmand et tendre
Sur ses oreilles dressées
Sur sa patte maladroite
J’écris ton nom

Sur le tremplin de ma porte
Sur les objets familiers
Sur le flot du feu béni
J’écris ton nom

Sur toute chair accordée
Sur le front de mes amis
Sur chaque main qui se tend
J’écris ton nom

Sur la vitre des surprises
Sur les lèvres attentives
Bien au-dessus du silence
J’écris ton nom

Sur mes refuges détruits
Sur mes phares écroulés
Sur les murs de mon ennui
J’écris ton nom

Sur l’absence sans désir
Sur la solitude nue
Sur les marches de la mort
J’écris ton nom

Sur la santé revenue
Sur le risque disparu
Sur l’espoir sans souvenir
J’écris ton nom

Et par le pouvoir d’un mot
Je recommence ma vie
Je suis né pour te connaître
Pour te nommer

Liberté.

Paul Eluard, Au rendez-vous allemand, 1945, Les Editions de Minuit

Annunci

Uomini SottoSopra

Gek Tessaro, single del giorno

Uomini sottosopra

“Quello su cui l’uomo è stato più a pensare

È come riuscire a farsi male;

di tutto quello che ha inventato,

dall’aeroplano al citrato,

è nell’invenzione del dolore

che ha messo più cervello e cuore.”

Ma l’idea più grande, io dico,

è stata quella di inventarsi un nemico;

il nemico dell’uomo è sempre lo stesso

puoi trovarlo dentro uno specchio riflesso.

Come scienziato l’uomo è un incapace

Non è riuscito ad inventarsi la pace.”

La prima e l’ultima pagina. La prima strofa e l’ultima.

Se fossero consecutive direi che la prima l’ho letta sopra e l’ultima l’ho letta sotto.

Sottosopra.

Come in un’esplosione che butta tutto e tutti a gambe all’aria.

Quando uscì, nel 2006, questo albo illustrato era “dedicato ai bambini della Falluja ed a tutti i bambini che, in ogni angolo del mondo, non riescono a crescere per colpa di noi adulti”.

Quanti ne abbiamo visti in questi giorni di bambini addormentati…

Comprai questo albo anni fa a Tommaso che schiera eserciti da mane a sera, anche nel suo piatto dove, generalmente, succede un pandemonio che vede perdenti le armate più spesso verdi.

Lo comprai perché Tommaso pensava che la guerra, come tutti i bimbi che amano giocare con i soldatini, fosse una cosa divertente.

Parallelamente comincia a raccontargli che cosa era una guerra con parole che lui potesse capire continuando a farlo giocare perché quella era tutta un’altra storia.

E poi perché richiamava un gioco che facevamo da sempre, quello dell’omino che stava nella sua faccia: nel suo viso c’erano due Tommaso, lui ed un omino che aveva il suo mento per capo ed il suo naso per mento.

Oggi mille domande: dove vanno i bambini quando c’è la guerra, chi li cura se si feriscono, come fanno a procurarsi cibo, dove vanno i loro genitori, e se c’è un bombardamento? E i giochi? E i libri?

E poi giorni fa quella più tenera: vero mamma che i bambini in guerra non li uccide nessuno?

Allora ho ripreso dalla sua libreria questo intramontabile saggio sulla stupidità dell’uomo dalla preistoria a oggi, purtroppo sempre più attuale. E ho pensato che fosse venuto il momento di parlarne.

21 personaggi in andata e 21 personaggi in ritorno perché questo albo all’ultima pagina si gira “sottosopra” e si ricomincia o se si vuole si legge un po’ a testa in su e un po’ a testa in giù.

Le 21 facce, come fossero le carte di un mazzo da gioco, son disegnate in modo che a diritto siano un uomo e sottosopra siano un altro.

Il gioco è divertente, la rima accattivante, il messaggio sconcertante che da la possibilità di riflettere ed affrontare interessanti discussioni con i bambini. Anche quelli più piccoli di 7 anni, età di lettura consigliata, com’era Tommaso a quei tempi.

Nessuno è escluso, ci sono “geni” di ogni parte del mondo a partire dall’uomo primitivo che scaglia pietre inventando “sassata” e “legnata”; un re buono e saggio che genialmente inventa il “soldato” colui che spedisce senza possibilità di diniego, a far la guerra per lui; l’inventore del martello che scordandosi di inventare anche i chiodi sulla testa del prossimo l’ha voluto provare; l’invenzione della cotta e dell’armatura per non sentir le botte; il frate buono che inventa la “polvere da sparo”; pistoleri del vecchio west e indiani d’America che per difendersi han solo le mani o le”forbici” per un particolare parrucco; al commerciante d’armi che vende al miglior offerente senza guardar in faccia alla gente perché del resto non gli importa niente. E così via passando per i Kamikaze, i tribunali militari e gli eserciti di pace.

E chissà caro Gek Matita, magari quest’inverno verrà voglia anche a te di raccontarla ai bambini in un teatro con musica, parole cantate e tu che disegni “sottosopra”…lo spero.

Un albo contro la guerra a favore dei bambini, in collaborazione di EMERGENCY.

Uomini SottoSopra

Illustrazioni e testo di Gek Tessaro

Ed.: Artebambini

Euro: 13,50.- di cui euro 0,50 devoluti ad Emergency

Età di lettura: dai 7 anni, per parlarne dai 4-5 anni

Tess libro

uominisottosopra

A proposito di Gravity…

David Bowie, single del giorno

A proposito di Gravity...

 

 

 

Data simbolo di terrorismo e guerra: Torri gemelle, Cile…

Saliamo nello spazio, per cambiare punto di vista, e magari direzione.

 

“Space Oddity”

Ground Control to Major Tom

Ground Control to Major Tom

Take your protein pills

and put your helmet on

Ground Control to Major Tom

Commencing countdown,

engines on

Check ignition

and may God’s love be with you

to Major TomThis is Ground Control

This is Ground Control

to Major Tom

You’ve really made the grade

And the papers want to know whose shirts you wear

Now it’s time to leave the capsule

if you dare

This is Major Tom to Ground Control

I’m stepping through the door

And I’m floating

in a most peculiar way

And the stars look very different today

For here

Am I sitting in a tin can

Far above the world

Planet Earth is blue

And there’s nothing I can do

Though I’m past

one hundred thousand miles

I’m feeling very still

And I think my spaceship knows which way to go

Tell my wife I love her very much

she knows

Ground Control to Major Tom

Your circuit’s dead,

there’s something wrong

Can you hear me, Major Tom?

Can you hear me, Major Tom?

Can you hear me, Major Tom?

Can you….

Here am I floating

round my tin can

Far above the Moon

Planet Earth is blue

And there’s nothing I can do.

Mio fratello aviatore di Bertolt Brecht

Bertolt Brecht (1898 – 1958), single del giorno

Mio fratello aviatore di Bertolt Brecht

 

 

 

 

 

 

Mio fratello aviatore

Avevo un fratello aviatore.
Un giorno, la cartolina,
Fece i bagagli, e via,
lungo la rotta del sud.
Mio fratello è un conquistatore.
Il popolo nostro ha bisogno
di spazio; e prendersi terre su terre,
da noi, è un vecchio sogno.
E lo spazio che s’è conquistato
è sui monti del Guadarrama.
È di lunghezza un metro e ottanta,
uno e cinquanta di profondità.

Mein Bruder war ein Flieger

Mein Bruder war ein Flieger
Eines Tages bekam er eine Kart
Er hat seine Kiste eingepackt
Und südwärts ging die Fahrt.

Mein Bruder ist ein Eroberer
Unserm Volke fehlt’s an Raum
Und Grund und Boden zu kriegen, ist
Bei uns alter Traum.

Der Raum, den mein Bruder eroberte
Liegt im Guadarramamassiv
Er ist lang einen Meter achtzig
Und einen Meter fünfzig tief.

                                                    Bertolt Brecht 

Mio fratello aviatore di Bertolt Brecht

La primavera del lupo di Andrea Molesini

Andrea Molesini, single del giorno

La primavera del lupo di Andrea Molesini

Trenta giorni di seconda guerra mondiale attraverso gli occhi di un bambino di dieci anni che trasforma ogni persona o evento in un colore.

Il blu è un colore triste perché va giù mentre il giallo è un colore allegro perché va su.

I tedeschi parlano la lingua porcospina, che fa male, mentre gli americani hanno la lingua che scivola da tutte le parti.

Pietro assiste dalla sua piccola statura  e dalla sua grande fantasia alla corsa contro il tempo per restare vivi, alla fuga senza una meta e senza conoscerne i motivi, alla lotta contro il nemico, qualunque esso sia, basta che soccomba prima, all’amore tra le persone che hanno bisogno dell’altro per nutrirsi di vita, alla fede in tutto o niente ma che tenga lontana la morte, che ogni volta si firma con bacche rosse sopra un muro grigio.

In questa avventura forte, commovente e senza tregua – anche quando sembra che si possa rallentare – lo accompagnano il suo amico Dario “che ha le orecchie a sventola e quindi non può avere ucciso Gesù”, Suor Elvira che nasconde una cascata di capelli rossi, e diversi personaggi che rendono la storia adulta. Ma soprattutto c’è un lupo accanto a Pietro, dagli occhi gialli e che corre e combatte solo quando pare a lui. Grazie al lupo, però, Pietro può permettersi di non avere paura e di tenere sempre gli occhi aperti per vedere dove corre via la vita.

Da leggere per:

–          Uscire dalla propria pelle e dai propri occhi.

–          Giocare sulle metafore di un bambino e farle proprie.

–          Imparare che ogni minuto è prezioso ed è più facile se è colorato.

La primavera del lupo di Andrea Molesini

La primavera del lupo di Andrea Molesini

 

 

 

 

 

 

 

Per approfondire:

andreamolesini.it

sellerio.it