A Venezia, in onore di Manuzio

imagesAldo Manuzio, 1449 – 1515, Single of the Day

 

 

 

 

Cambiamento: una mostra dedicata ad Aldo Manuzio all’invenzione del libro per il pubblico, e insieme al momento strategico in cui questo avvenne, che diede luogo al c a m b i a m e n t o.

Una stagione unica e irripetibile nella storia della cultura europea e occidentale, durante la quale il libro si rivelò capace di trasformare il mondo dando vita al rinascimento di Venezia, città effervescente – con oltre 150mila abitanti nel XVI secolo è una tra le più ricche e popolose città del continente. È nel Cinquecento che Venezia conquista e afferma definitivamente il ruolo di cerniera tra l’Oriente e l’Occidente, passando da essere semplice piattaforma per scambi di natura commerciale a luogo dove si mescolano culture, tradizioni, saperi.
Festina lente, a Venezia…

Gallerie dell’Accademia, Venezia, 19 marzo-19 giugno

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Sapienza della goliardia

 

 

 

goliarda    Goliarda Sapienza (10 maggio 1924 – 30 agosto 1996), Single of the day

 

 

 

“I colori sortono dal cuore, i pensieri dal ricordo, le parole dalla passione”

da: “L’arte della gioia”, 1994

 

 

 

Eva dorme

 Framcesca mel  Francesca Melandri, single del giorno

EVA DORME

Di Francesca Melandri

Mondadori Editore

“Gli occhi troppo vicini di Nina erano impassibili quando raccontò a Gerda questa storia. Non commentò il comportamento di Frau Mayer, né quello della ragazza. Lasciò che Gerda si facesse un’opinione da sola.

E lei se la fece. Controllò il proprio libretto di lavoro. Scoprì così di aver vissuto gli ultimi anni della sua vita in un’eterna spensierata vacanza: sul libretto erano registrate solo una manciata di giornate lavorative all’anno. Capì anche che Frau Mayer sapeva viaggiare nel tempo e dal presente andava nel futuro a rubare la pensione di Gerda anziana.

Ladra!  Voleva urlarle.

Ma Gerda aveva due cose, non una di più: una figlia, un lavoro.

E Gerda conosceva già troppo bene il terrore di quando tutto è perduto.

Quindi: Gerda non disse niente.

“Ride di nuovo e riattacca. Poi di nuovo lo squillo di un cellulare. Questa volta è il mio. Lo tiro fuori dalla borsetta, guardo il display mentre continua a suonare: CARLO. Deve aver trovato il modo di sottrarsi per qualche minuto al pranzo di Pasqua con i famigliari. Lo lascio squillare. Sento gli occhi della signora di Messina che mi fissa incuriosita mentre certo si chiede a chi non sto rispondendo. E credo che stia anche correttamente indovinando: un uomo.  Poi finalmente gli squilli smettono, ripongo il cellulare nella borsetta.”

Quando leggerlo: durante un viaggio, in treno ma anche in aereo, con una meta davanti. E un posto a cui tornare.

Perché leggerlo: per riflettere sul perché e cosa si è lasciato dietro. Per approfondire la spinosa questione dell’Alto Adige.

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Gli sdraiati

Unknown-1  Michele Serra, single del giorno 

 

Il mix giusto per mostrare ironia, affetto, malinconia nel raccontare che essere genitore è un work in progress, infinitoooooooooooo…

“Andremo a finire, andrete a finire davanti a uno specchio, ognuno guardando se stesso fisso negli occhi: non è tanto questione di uomini che amano gli uomini (penso agli sciatori dei piani superiori), quello è appena un dettaglio, una variante davvero minima, perché si tratta comunque di amare un altro. Qui si sta parlando invece, di amare e venerare e contemplare senza requie solamente se stessi. E se si discute ancora tanto di Narciso, parecchio tempo dopo lo sciagurato incidente, non è certamente perché, amando se stesso, amava un altro uomo; è perché amare solo se stesso gli impediva di amare un altro; ”

“Che poi è la gloria della giovinezza: perché invecchiare è soprattutto il progressivo spegnersi del movimento. Tutto il resto si sopporta. vederci poco, sentirci poco,  avere tra le gambe una foglia secca e non più un ramo pieno di linfa…Ma muoversi per il mondo come se fosse tuo, quello ti manca come l’aria, come il respiro. Ti manca come te stesso…”

Perché leggerlo: perché sei genitore, perché non lo sei, per guardare il mondo anche in orizzontale.

Quando leggerlo: quanto ti chiedi perché con tuo figlio/a  non c’è dialogo.

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Storia di un Corpo di Daniel Pennac

STORIA DI UN CORPO

di Daniel Pennac

Tolti i panni del capro espiatorio Malaussène, Pennac veste quelli di un corpo: idiosincrasie, ipocondria, emozione in tutte  le sue diramazioni, dalla nascita alla morte, senza veli e tanta sostanza.

43 anni, 8 mesi, 26 giorni                                      Giovedì 6 luglio 1967

Come previsto, crisi di ansia. L’ansia si distingue dalla tristezza, dalla preoccupazione, dalla malinconia, dall’inquietudine, dalla paura, o dalla rabbia per il fatto di essere priva di oggetto. Un puro stato nervoso dalle conseguenze fisiche immediate: oppressione al petto, fiato corto, nervosismo goffaggine (rotta una tazza preparando la colazione), accessi di rabbia dei quli può fare le spese il primo venuto, imprecazioni soffocate che ti avvelenano il sangue, nessun desiderio e i pensieri corti come il fiato. Impossibile concentrarsi, dispersione assoluta, accenni di gesti, accenni di frasi, accenni di riflessioni, niente arriva fino in fondo, tutto rimbalza verso l’interno, l’ansia rimanda sempre al cuore dell’ansia. Non è colpa di nessuno – o di tutti, che poi è la stessa cosa. Scalpito dentro di me, accusando la terra intera di non essere che me. L’ansia è un male ontologico. Che cos’hai? Niente! Tutto! Sono solo come l’uomo!

49 anni, compleanno                                              martedì, 10 ottobre 1972

Come aveva preannunciato la psichiatra, sono passati tre mesi e mi sono abituato al mio acufene. La maggior parte delle nostre paure fisiche sono come i nostri miasmi: le dimentichiamo quando il vento è passato. Pascoliamo nel praticello del nostro trantran e ci immobilizziamo come cerbiatti senza via di scampo non appena il corpo parla. Quando l’allarme è passato, ce ne torniamo al pascolo con arie da predatori.

59 anni, 1 mese, 14 giorni                                     Mercoledì 24 novembre 1982

Del diletto di grattarsi. Non solo per l’impennata orgasmica che si conclude con l’apoteosi del sollievo, ma soprattutto per il piacere di trovare, con millimetrica precisione, il punto esatto dove si sente il prurito. Anche questo è “conoscersi”. Difficilissimo indicare con esattezza all’altro dove grattarti. In questo, l’altro delude sempre. Come spesso accade, non coglie il punto.

Perché leggerlo: per stare allo specchio e guardarsi dentro, per vedere che dietro le quinte c’è sempre l’amore, anche per se stessi.

Quando leggerlo: anche ora, anche un pezzetto ogni giorno, per accompagnarci, anche in bagno perché Pennac sarebbe il primo a comprenderne l’intrinseco siginificato.

Storia di un Corpo di Daniel Pennac

Storia di un Corpo di Daniel Pennac

Pordenone in 5 giorni

Il lettore, single del giorno

Pordenone in 5 giorni

 

 

 

 

 

Pordenonelegge comincia domani, è lì che puoi trovare autori e testi,

tutti  superiori a questo libro.

 

VENEZIA IN UN ISTANTE di Philippe Delerme

“Ognuno aveva la propria bolla, il proprio modo di racchiudere il presente. Ognuno era la propria bolla, insieme solitaria e contingente. Ognuno, soprattutto, pensava che al di là della propria bolla condividesse l’azione, l’ebbrezza del momento in cui accade qualcosa.

Forse era quello il messaggio rubato dal saltimbanco. Non accade nulla, giusto qualche colore, uno spicchio di muro, di spiaggia, un fruscio di vesti, lo spettacolo è appena accanto, appena un po’ più indietro. Che sappiate o meno racchiuderlo in una bolla, sale nell’aria e scompare. Ma con precauzioni infinite, in cima a una bicicletta è possibile reggere per qualche secondo un’illusione fragile, addomesticare le forme, la luce- qualche secondo.”

Quando leggerlo: quando non c’è nulla in tv e il giornale lo avete terminato fino all’ultima riga. Oppure dopo mezzanotte, per aiutarsi a dormire.

O ancora, solamente se  fuori diluvia e non c’è proprio NULL’altro da fare.

Pordenone in 5 giorni

ZeroZeroZero di Roberto Saviano

“Leggere, sentire, studiare, capire è l’unico modo di costruire vita oltre alla vita, vita a fianco della vita.” 

Roberto Saviano

Non è facile leggere 000 di Roberto Saviano: devi tornare indietro di righe e alle volte pagine per cercare di capire quello che ti sembra impossibile, incredibile, per fartene una ragione e poter andare avanti e leggere ancora di una realtà che ti fa sembrare la tua irreale. Non è facile accettare che è tutto vero e doverti chiedere: “ma io che faccio intanto?”. E poi non è facile leggere un altro libro dopo aver letto 000 di Roberto Saviano: ti sembra tutto troppo facile, troppo falso, ti sembra di consentirti di passare oltre, quando non si può passare oltre.
Ed impossibile recensire 000 di Roberto Saviano, per cui lo lascio fare a lui stesso, con le sue parole e quello che ha già stampato:

“La cosa usa l’immaginario, lo piega, lo invade, lo riempie di se stessa. Ogni limite che sembrava invalicabile sta per cadere. E la nuova mutazione è già arrivata e si chiama cocaina liquida. La coca liquida può insinuarsi in qualsiasi oggetto cavo o impregnare qualsiasi materiale imbibibile, può fondersi con ogni bevanda e ogni prodotto di consistenza cremosa o liquida quasi senza scarti di peso che la tradiscano. In un litro d’acqua può essere dissolto mezzo chilo di cocaina. L’hanno trovata nello shampoo e nelle lozioni per il corpo, bombolette di schiuma da barba, spray per lavare i vetri e per stirare, flaconi di pesticidi, soluzioni per lenti a contatto, sciroppo per la tosse. Ha viaggiato insieme ad ananas in scatola, nelle lattina di latte di cocco, in quasi cinque tonnellate di barili di petrolio, in due tonnellate di polpa di frutta surgelata, intrisa nei vestiti, stoffe d’arredamento, partite di jeans, tele di quadri, diplomi di una scuola di immersioni subacquee. E’ stata inviata per posta come set per il bagno e come ciucciotti per bambini.” pag 365.

“Il tribunale indica come luogo idoneo alle cure del detenuto il Policlinico Tor Vergata. Pannunzi, invece, dopo aver trascorso qualche mese in una clinica a Nemi, in provincia di Roma, sceglie la clinica privata della capitale Villa Sandra. I media non lo tengono d’occhio, l’opinione pubblica non lo conosce e quindi non lo considera un pericolo. La politica italiana è distratta da tutt’altro. Così, un paio di mesi prima che scadano i domiciliari, Pannunzi riesce per la seconda volta a fuggire da una clinica e disperdere le sue tracce. Quel che però è ancora più incredibile è che la sua fuga viene scoperta solo per caso. Il 15 marzo 2010 i carabinieri effettuano il loro controllo periodico: Pannunzi non c’è più. La sua stanza non era piantonata, nessuno sa con certezza quando sia fuggito: doveva scontare una pena di sedici anni e mezzo, in primo grado era stato già condannato ad altri diciotto anni. Un uomo condannato al carcere duro, ma che non era neanche piantonato, che scappa con tranquillità, che riesce a comprarsi silenzi e voli intercontinentali. E’ ancora libero.” pag. 278.

“Gli adolescenti, prima lontani da questo tipo di consumo, oggi sono la fetta di mercato più appetibile. Ai narcos è bastato, semplicemente, diversificare l’offerta e inondare il mercato europeo di cocaina abbassandone il prezzo. Oggi un grammo di cocaina costa intorno ai sessanta euro sulle strade di Parigi, contro i cento di una quindicina di anni fa. Secondo l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, circa tredici milioni di europei hanno sniffato coca almeno una volta nella vita, tra questi, sette milioni e mezzo hanno un’età compresa tra i quindici e i trentaquattro anni. Nel Regno Unito il numero di consumatori di cocaina è quadruplicato in dieci anni. In Francia l’Ufficio centrale per la repressione del traffico illecito di stupefacenti stima che il numero di consumatori sia raddoppiato tra il 2002 e il 2006. Il mercato si è ormai stabilizzato, ha i suoi consumatori e le sue abitudini. L’anima del commercio non è la pubblicità, è l’abitudine.” pag. 370.

“E’ troppo facile credere in ciò in cui credevo io all’inizio di questo percorso. Credere in ciò che diceva Thoreau: “Non l’amore, non i soldi, non la fama, datemi la verità”. Credevo che seguire queste strade, quei fiumi, annusare i continenti, immergere le gambe nella mota potesse servire a ottenere la verità: rinunciare a tutto per avere la verità. Non funziona così, Thoreau. Non la si trova. Più ti avvicini a pensare di aver capito come si muovono i mercati, più ti accosti alle ragioni di chi corrompe chi ti è vicino, di chi fa aprire i ristoranti e fa chiudere le banche, di chi è disposto a morire per danaro, più capisci i meccanismi e più comprendi che era tutt’altra la strada che avresti dovuto prendere. Per questo motivo non ho maggior rispetto verso di me, che vado indagando, prendendo appunti, riempiendo agende, conservando sapori. Non ho maggior rispetto verso di me alla fine di un percorso incapace di darmi felicità e di condividerla. E forse non ho neanche consapevolezza di questo. So solo che non potevo fare altro. (…) Ma conservo ancora rispetto. Rispetto per chi legge. Per chi strappa un tempo importante della sua vita per costruire nuova vita. Nulla è più potente della lettura, nessuno è più bugiardo di chi afferma che leggere un libro è un gesto passivo. Leggere, sentire, studiare, capire è l’unico modo di costruire vita oltre alla vita, vita a fianco della vita. Leggere è un atto pericoloso perché dà forma e dimensione alle parole, le incarna e le disperde in ogni direzione. Capovolge tutto, fa cadere dalle tasche del mondo monete e biglietti e polvere. Conoscere il narcotraffico, conoscere il legame tra la razionalità del male e del danaro, squarciare il velo che ottunde la supposta consapevolezza del mondo. Conoscere è iniziare a cambiare.” pag 436.

ZeroZeroZero di Roberto Saviano

Per andare ancora più in profondità: http://www.robertosaviano.it/