Quando la realtà diventa sogno

Antonio_CanovaAntonio Canova – 1.11.1757 –  13.10.1822, Single of the Day

 

 

 

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…E quando il sogno diventa tangibile

paolina

 

 

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In Giappone per conoscere l’Europa

Se non vedi non credi. Lo si può visitare davvero il mondo, in un solo giorno. Be’, bisogna accontentarsi di dimensioni ridotte, 1/25, ma le riproduzioni sono fedeli, che non lasciano nulla al caso. E c’è l’imbarazzo della scelta: 102 possibilità che spaziano, è il caso di dirlo, dalla muraglia cinese e la Città proibita della Cina alla Casa Bianca o un’intera area di Manhattan per gli Usa, dal Duomo di Milano al Pantheon di Roma.

Certo, è tutto finto, ma vuoi mettere? In 24 ore hai fatto il giro del mondo senza muoverti. Ammetto, si deve arrivare fino laggiù prima, esattamente al Tobu World Square Park, in quel di Kinugawa, nel cuore del Giappone, a una cinquantina di chilometri da Kioto.

Una volta arrivati lì si può avere il mondo nelle proprie mani. Perché andare? La risposta più ovvia è un’altra domanda: perché non andare anche lì? E poi è uno di quei posti in cui si può ragionare su quanto è vero o no che le dimensioni non contano. E discutere in Giappone è più chic.

In Giappone per conoscere l’Europa

In Giappone per conoscere l’Europa

In Giappone per conoscere l’Europa

Per approfondire:

tobuws.co.jp

Buon compleanno Signor Ferré

Ricevo da Marina e volentieri faccio “posto”.

Buon compleanno Signor Ferré

 

Il giorno in cui il mondo la salutò per l’ultima volta io non c’ero.

Impegni da neo mamma mi dissuasero da quell’emozione che vissi tutta nel privato dei ricordi, dentro di me.

Erano già tanti anni che non ci vedevamo.

Non ci siamo più visti.

Avevo avuto tempo per riflettere ed ora, da adulta, una chiacchierata con Lei l’avrei fatta con molto piacere e so che sarebbe stata importante e che l’avrei portata con me per molto tempo.

Così non è stato, il destino ha deciso in modo diverso, per Lei definitivo.

Ma i cerchi, mi dicono, debbano essere chiusi se non quadrati e la mia è un’età di bilanci.

Allora oggi, nel giorno del suo sessantanovesimo compleanno le voglio dedicare un pensiero, come ogni anno, ma in modo diverso.

Sono gli anni ottanta, quasi alla fine, ed una torrida Roma ci ospita per il secondo evento dell’anno.

La collezione in ritardo, tanti abiti da gran sera da ultimare, lavorazioni lente ed estremamente minute anche nelle mani esperte dell’ultima generazione di donne in grado di eseguirle.

Ogni punto dato a mano. Ogni punto contato e tenuto a mente.

Stanchi , Lei e noi, ma contenti, ad un’ora improponibile della notte eccola arrivare, l’ultimo abito che ha bisogno della sua approvazione: la sartoria lavorerà tutta notte per terminarlo.

Tratteniamo Nicoletta, con noi da tutto il giorno, capelli lunghi rossi, carnagione chiara, efelidi.

Ci sediamo su un divanetto di velluto rosso come la passatoia che ricopre il corridoio del piano del Gran Hotel che per due volte durante l’anno si trasforma nel nostro studio, la dependance della sala prova di Via Spiga…a tanto risalgono i miei ricordi.

Lei cammina avanti indietro per il corridoio, soddisfatto della giornata.

Tutti ci domandiamo come sarà quest’abito dal quale dipende l’esito della giornata e la nostra notte.

Non ricordo quante “frappe” di tulle plissettato ci vollero per farlo né i metri di pizzo da un centimetro cucito a mano sul bordo delle “frappe” né i punti dati per cucirlo ma la sarta, ricordo, li contò.

Nel riquadro della porta ad un tratto apparve Nicoletta. Mosse qualche passo poi Lei si voltò verso di noi, improvvisamente ammutolite, e rigirandosi veloce, ancora a guardare l’abito, ci disse: “Cosa fate pece (nomignolo riservato alle sue ragazze n.d.r.) vi emozionate?”

Ma anche Lei quella volta aveva le lacrime agli occhi.

E sulle note de la Mattinata di Leoncavallo assistemmo silenziose ed emozionate ad una delle più belle sfilate dell’Alta Moda romana, nessuno di noi poteva sapere che l’inverno successivo Parigi ci attendeva.

Buon compleanno Signor Ferré.
                                                                                                                                                                                                                 Marina Petruzio

Festival delle Letterature di Massenzio

Zadie Smith, single del giorno

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Sogni IN realtà

Il festival letterario di Roma, nella Basilica di Massenzio si intitola “I had a dream…storie di sogni diventati realtà”. Da qualche giorno, fino al 3 luglio, agli scrittori noti si alternano storie di sogni vissuti e raccontati in prima persona.

Per imparare a sognare a occhi aperti.

festivaldelleletterature.it

Festival delle Letterature di Massenzio

La grande bellezza secondo Sorrentino e Servillo

LA GRANDE BELLEZZA

Emulare Fellini non è impresa da tutti. Sorrentino non tenta di copiarlo ma prende ispirazione proponendo il meglio della regia (l’incontro con Madame Ardant è un piccolo sogno), fotografia(Luca Bigazzi ha dato a Roma quel che è di Roma), recitazione (non gara di bravura, ma grande dimostrazione di come si può lavorare bene insieme).
Sorrentino ci spalma su una fetta di Roma – di una bellezza struggente – il burro della sua teoria dove sacro e profano coesistono, vita e morte sono indissolubili e il nodo che lega il tutto sta nel ping pong tra relazione con l’altro e solitudine.
Toni Servillo accompagna la storia di Jap Gambardella con una grazia e una maestria indiscutibili, circondato da un parterre di attori che non hanno nulla da invidiare a Hollywood.
La sceneggiatura sarebbe da tenere sul comodino e ripassarla ogni sera prima della buonanotte (due fra tante: “La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto 65 anni è che non posso perdere tempo a fare cose che non mi va di fare”; e: “Tu sai far sparire la giraffa? E allora posso chiederti di far sparire anche me?” “Ma Jep, ti pare che se sapessi davvero far sparire qualcuno sarei ancora qui alla mia età a fare ‘sto circo?”
Non sarò certo l’unica ad usare questo gioco di parole ma “La grande bellezza” è una grande bellezza.

Con chi vederlo:
con gli ex amici di scuola,
con chi ancora si chiede: “Roma, cos’avrà mai di speciale…?”,
con qualcuno con cui si cercava da tempo una scusa per discutere.

La grande bellezza secondo Sorrentino e Servillo

CI DICI LA TUA PER FARLA NOSTRA…?