Ed è subito sera di Salvatore Quasimodo

Salvatore Quasimodo (1901 – 1968), single del giorno

Ed è subito sera di Salvatore Quasimodo

 

 

 

 

 

Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera.

 Salvatore Quasimodo          

    Ed è subito sera di Salvatore Quasimodo                

Come cane e gatto

Come cane e gatto

Tutto è nato dopo la confidenza di un amico che mi ha detto: “non sai come si cucca portando il cane a spasso”. La voce del verbo cuccare, per quei pochissimi che non hanno fantasia, significa, in un italiano più appropriato “attirare le attenzioni e le simpatie dell’altro sesso con estrema facilità, quasi come cogliere margherite dal prato”. Pare che lo sappiano tutti (che si cucca con il cane). La sottoscritta lo ignorava fino al giorno in cui ha deciso di prendersi un gatto e lo ha dichiarato al suddetto amico proprietario di cane. Anziché pensare a prendere un animale domestico allo scopo di avere compagnia, si sono così aperte altre possibilità, più variegate e colorite, di cui ignoravo l’esistenza. Prendo a caso nel mucchio dopo aver chiesto suggerimenti e pareri a più persone:

1) Il gatto fa paura agli uomini; 2) Il cane è un impegno, portarlo fuori almeno tre volte al giorno, te la senti?; 3) Il gatto fa tanto strega, potresti trasformarti in una vera ammaliatrice, meglio dei vestiti holly hobby che porti…4) Il cane lascia una sacco di peli…anche sulla mano di chi lo accarezza; 5) Ah, come  in colazione da Tiffany, già ti vedo sotto la pioggia con il George Peppard della situazione, a proposito Peppard è vivo o morto?; 6) Basta che poi non mi chiedi di tenertelo io quando parti per uno dei tuoi viaggi!; 7) Non so, il gatto mi sa tanto di zitella! Il cane lo vedo più vitale, più  che ti costringe a uscire, più che non ti concede un attimo di libertà…; 8) Non è che lo vuoi come surrogato di un figlio eh? No, perché allora un gatto è più facile da gestire; 9) Per me è indifferente, basta che tu prenda il veterinario della  mia amica Silvia che assomiglia a Clooney. Ti posso accompagnare quando lo porti dal vet?; 10) I gatti sono gelosi, se poi hai qualcuno rischi che gli faccia pipì nelle scarpe; 11) I cani sono gelosi, se poi hai qualcuno rischi che gli faccia pipì nelle scarpe.

Ho ascoltato in religioso silenzio rispondendo solo nella mia testa così: 1) ?, 2) ?, 3) Animali o no devo rivedere il mio look, 4) ?!, 5) ?!? Peppard credo che sia vivo, ma che c’entra?, 6) Ma è un amico questo?, 7) Ma è un’amica questa?, 8) figlio, surrogato? Di che parla? Io chiedevo un’idea tra cani e gatti…, 9) vet?, 10) ?, 11) ?.

Inutile dire che a tutto ciò non avevo minimamente pensato: avevo solo buttato lì che mi sarebbe piaciuto avere un animale domestico, così tanto per avere qualcuno a cui dire buonasera quando rientro a casa per non abbrutirmi subito sul divano…meglio pensarci ancora un po’. Patatine e coca sul divano aiutano a riflettere, tanto non c’è nessun animale che me le porta via. Per ora.

VISTA DA LUI: cane o gatto? Mai sentito l’esigenza, ho già difficoltà a gestire le donne…

Nove amiche da “OFF Solitude”

Nove amiche da "OFF Solitude"

Un’amica mi ha raccontato una storia e oggi ve la voglio proporre perché è una storia OFF Solitude, un percorso di vita, un’esperienza, e mi piace aggiungerla al mio “vaso”.

Una storia singolare – plurale.

“Non proprio quattro amici al bar ma nove donne sconosciute, unite da un unico comune denominatore, ma forse ancora non è a loro così chiaro, quel giorno dei primi di settembre di tre anni fa in cui si trovano a dover parlare di sé, vis à vis, due a due, l’una all’altra perfetta sconosciuta. Una seduta accanto all’altra e nessun altro sulla panca.

Non è facile parlare di sé e poi non pensavo di essere li per quello ma bisogna ingannare il tempo, c’è un’attesa.

Una porta separa nove donne sconosciute da una piazza sulla quale si affacciano una sguarnita edicola, un deserto ufficio postale, una casa bassa, all’esterno un lavatoio e sopra lo stenditoio per i panni ma senza i panni, nessun rumore proviene da dentro al bar o al supermercato eppure sappiamo, ne abbiamo la certezza, che qualcuno c’è, sono almeno in nove.

Oppure siamo troppo emozionate per sentire o, distratte da questo nuovo e inaspettato gioco.

Moviola indietro:

ma chi ero prima di varcare questa porta, di trovarmi qui?

Nella vita ho sempre avuto timore (terrore in realtà) di una certa fauna umana: le mamme!

Quelle che già la mattina in metrò, mentre tu cerchi di mandare a memoria tutte le uscite della collezione e contemporaneamente aggiungi voci alla To do List’  tua e della tua assistente cercando di trovar comodo il palo al quale sei appoggiata nel tentativo di rilassare il tuo corpo in tensione ancora dalla notte di lavoro, LORO ti parlano della LORO notte insonne causa incubo del secondo figlio che, mezz’ora prima della poppata del terzo, si è svegliato urlando interrompendo il sonno di tutti soprattutto del lattante che da quel momento non ne ha più voluto sapere di dormire…e il primo? No, il primo dorme sempre!!…Anche a scuola ma non lo ammetteranno mai!! E’ un angelo lui!

E la ‘cacca’?

Nei rari momenti in cui puoi decidere di uscire a cena e già assapori i racconti delle amiche, le loro avventure, e gli  appuntamenti sparsi nell’arco dell’anno strappati a tutto, ecco che arriva lei, la cacca perché diciamocelo o è troppa e molle o è poca e a piombini…quando c’è naturalmente!!

Per non parlare delle mamme col figlio genio che parlano solo di lui e delle meraviglie del suo cervellino…

Quando non hai figli le mamme ti sembrano dei marziani impazziti e anche la tua amica migliore perde la sua connotazione di DONNA.

O forse ero io che avevo rifiutato per anni questo ruolo e ora mi ritrovavo qui a raccontare di me ad una sconosciuta che mi parla di sé e di quel figlio che come il mio dovrebbe popolare la piazza al di là di quella porta.

Moviola avanti:

Da quel giorno son passati tre anni e le mamme son tornate donne.

Prima nove, poi quindici, trenta, alcune non sono le stesse dei primi giorni, di quel giorno.

Nella mia vita ne restano dieci.

Dieci che con il loro modo tutto personale di essere donne&mamme mi hanno regalato punti di vista differenti, aggiunto un grado all’ inarrivabile 360, affetto e discrete presenze nei momenti in cui la solitudine è stata inesorabilmente ON.

Dieci che mi hanno insegnato che si può conciliare donna e mamma e che oltre alla cacca e alla varicella ci possono essere pizze e chiacchiere senza figli, che esistono reti che solo le donne impegnate su più fronti in una giornata da 27 ore almeno, ma sempre presenti ai loro principi e sentimenti possono tessere;

che il tempo da condividere si trova se si vuole trovare e che una mezz’ora dedicata vale più di una giornata passata assieme.

Banale? Già sentito altrove?

Non son mai banali tre anni!

Abbiamo convissuto una malattia importante, ci siamo affidate i figli, donate il tempo di un lungo caffè, ci siamo commosse, dato affetto e consolate, sopperito a mancanze…costruito questi tre lunghi e brevi anni.

Dopo venticinque anni di lavoro intenso queste dieci donne mi hanno restituito il senso unico, quasi adolescenziale, dell’amicizia tra donne.

Ecco, questo è il regalo più grande e per me il senso di OFF Solitude, Simone.

E sai quante volte in questi tre anni la mattina mi sono infilata in pantaloni troppo larghi e lunghi, in camicie troppo scomode che ora mi sembrano anche un pelino appariscenti, ma quel pelino di troppo!! Messa tacchi troppo alti e truccata e poi struccata, scesa dai tacchi, indossato abiti più comodi perché io c’ero quando Franco diceva: ‘Se ti senti più felice con un vestito scomodo fai pure’.

Queste donne mi hanno donato il senso dell’equilibrio e della personalità…e lo chiameresti banale Simone?”.

E tutto è partito da nove comuni denominatori…storie di donne o un’altra magia di cui solo i bambini son capaci?

Quando meno te lo aspetti (Au bout du conte)

Single del giorno, Agnes Jaoui

Quando meno te lo aspetti (Au bout du conte)

 

 

 

 

 

QUANDO MENO TE LO ASPETTI

La coppia francese Agnes Jaoui/Jean Pierre Bacri rimane sagace anche
in questa commedia dove però la malinconia prende un ruolo importante
e lascia un po’ in ombra il sarcasmo e l’ironia che diventano semplici
comprimari.
C’era una volta…Una storia, giocata sulle favole e sulla finzione
teatrale, che mostra amori e inganni per discutere quanto la vita si
basi su verità, superstizione, fantasia e quanto – e come –  le tre
cose si debbano combinare per vivere bene, o meglio, o almeno
illudersi di essere felici.
Il tutto in un mix di relazioni tra chi vuol vivere da solo e si
ritrova in casa compagna con prole, chi sogna il grande amore ma
sbaglia strada, chi si sente totalmente inadeguato e poi riesce in
tutto con la leggerezza, chi è cieco davanti al puro amore ma apre gli
occhi in tempo. E vissero felici e contenti…con qualche problemino
da risolvere.
Un coro di voci intonato sulla ricerca della felicità, da soli o in
compagnia, ma sempre con un velo di sano cinismo per coprirsi le
spalle.

Con chi andare:
il tuo/la tua ex (per trovare conferme)
i tuoi genitori (per fare domande)
il tuo amante (per avere risposte)

Quando meno te lo aspetti (Au bout du conte)

CI DICI LA TUA PER FARLA NOSTRA…?