Totò, la risata made in Italy

totoTotò, 15.2.1898 – 15.4.1967, Single of the Day

 

 

 

 

 

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Perché siamo Uomini o caporali

coppia_letto_web--400x300Tempo fa girava sulla rete una storiella della storia d’amore tra una lei e un lui: DUE pagine fitte dove lei passava in rassegna, prima di addormentarsi, tutte le fasi della relazione con lui per trovare spiegazioni al fatto che quella sera il sesso era stato un po’ sciapo, frettoloso, senza la solita passione. DUE pagine in cui partiva dalla cena con pizza, passando per la suocera, i parenti, gli amici tutti, il lavoro, la bicicletta parcheggiata male in giardino, le piante che non crescevano, il capo che non si era rifatto la barba, l’età che avanza, le discussioni sul figlio, e chissà diavolo ancora, senza però darsi una risposta alla domanda iniziale: come mai quella sera il suo lui era stato così indifferente? DUE pagine.

A lui invece, erano dedicate le ultime due righe e diceva, più o meno: “ la pizza era fredda, la birra calda e il Milan ha perso. Meno male che c’è lei”. Ovviamente lui si addormentava come un sasso, e lei si arrovellava senza chiudere occhio.

Se riuscite a ritrovare quella storiella vi sarei eternamente grata se me la mandaste.

In alternativa, anche Totò dice la sua in modo magistrale. Ci sono due categorie di persone: uomini o caporali. La differenza è enorme, e la possiamo fare noi, ognuno di noi, la differenza. Io, nel mio piccolo, propongo solo il tema: a voi farvi la domanda se siete uomini o caporali.

Aspetto le risposte…

Siamo uomini o caporali?

Siamo uomini o caporali

E’ QUI LA FESTA?

Prima di tutto faccia e testa: la prima deve essere tosta per presentarsi a una festa da sola, e la seconda deve essere sempre alta a dimostrazione che non ci si è pentiti di averlo fatto (anche se l’unico pensiero ossessivo mentre sorridi è: “ma chi me l’ha fatto fare?”). Fuori, loro, gli altri, per quanto ne sanno, puoi aver lasciato il marito a letto malato (allora sei egoista, perché non si abbandona il capezzale di un uomo che soffre per andare a divertirsi) oppure litigato con il fidanzato (superficiale, perché invece di soffermarti ad analizzare la relazione hai preferito andare a far baldoria), o ancora lasciato il compagno che ha preferito il tennis alla festa (sciocca, perché non sai condividere con il tuo “lui” i momenti di serenità e di svago). Ma la vera verità è che ti vedono semplicemente sola e si dividono in due categorie di pensiero: quelli che si chiedono perché (perché c’è sempre una ragione) e quelli che se ne fregano altamente perché hanno voglia di pensare ai fatti loro. E mentre tu sorseggi per darti un tono il beverone che sei riuscita a conquistare e ti guardi attorno fingendo di essere interessata a qualunque nulla ti si pari davanti, ti schieri con la fazione dei perché: perché sono venuta? Perché non ho guardato il film sotto il plaid a casa? Ma soprattutto ti chiedi: a che ora posso andarmene senza far sospettare che mi sono pentita di essere venuta? E questa è la domanda senza ritorno: per fortuna, così me ne vado subito.

VISTO DA LUI: non ho voglia di andarci da solo. Faccio un paio di telefonate e se trovo qualcuno che mi accompagna bene, se no do buca all’ultimo momento, tanto saranno metà di mille, uno più uno meno…